IL PAESE DELLE BADANTI
a cura di Francesco Vietti
Anno:
2010
Euro:
€ 20,00
N° pagine:
238
Edizioni:
Meltemi editore
“La Signora conta le malattie e io i suoi anni. Lei trattiene la mia giovinezza, io cullo la sua vecchiaia”. Francesco Vietti ha scelto questo incipit – un verso della poetessa e badante Tetyana Kochetygova - per aprire il primo capitolo del suo libro-inchiesta pubblicato da Meltemi editore.
Chi sono le donne dall’Est Europa che si occupano degli anziani in Italia? Qual è l'identikit o la tipologia della badante? Domande legittime, ma occorre anche chiedersi cosa succede nei loro paesi di origine dopo anni di emigrazione di massa al femminile, e quali ricadute hanno le rimesse derivanti dai lavori di cura in famiglie spezzate. Che si tratti di un esodo, soprattutto verso Italia e Russia, lo dicono i dati: soltanto lo scorso anno l’Ambasciata di Italia a Chisinau ha rilasciato 25 mila visti a cittadini moldavi, che in patria hanno la prospettiva di uno stipendio pari a 182 euro mensili. Francesco Vietti, ricercatore di antropologia, ha provato a rispondere a questi interrogativi compiendo un lungo viaggio a ritroso – durato 6 mesi e approfondite interviste – che lo ha portato fino a Pirlita, piccolo villaggio natale di Nadia, insegnante con una laurea alle spalle e il sogno sfumato di una carriera universitaria. E la ricerca etnografica itinerante è sfociata nel volume. Mentre l’importanza dell’assistenza domiciliare offerta da migliaia di donne immigrate è ormai evidente per l’odierna società italiana, molto meno noto è l’impatto che tale migrazione femminile ha nei paesi di provenienza delle emigranti. In Moldavia, così come in Romania o in Ucraina, il mercato del lavoro e gli stessi rapporti familiari vengono “ristrutturati” insieme alle case di chi lavora all’estero. La catena globale della cura coinvolge mariti, figli, parenti, vicini di casa e amici in complesse dinamiche relazionali che mettono in profonda discussione gli equilibri dei piccoli villaggi rurali in cui vivono le famiglie delle donne che lavorano in Italia. L'autore descrive il fenomeno con un taglio etnografico, dunque, ma con i toni narrativi e intimi del diario di viaggio: un lavoro originale e soprattutto scritto in modo accessibile, non destinato alla ristretta cerchia degli “addetti ai lavori”. Il volume, mette in luce i mutamenti radicali che i villaggi rurali della Moldavia, piccola repubblica ex sovietica ai confini dell’Unione Europea, stanno subendo a seguito della più vasta e silenziosa migrazione transnazionale di questo inizio secolo. “I profondi cambiamenti portati da queste lavoratrici migranti nella vita quotidiana e nel welfare del nostro paese hanno fatto sì che la maggior parte dell'attenzione mediatica e delle ricerche scientifiche si siano concentrate sul versante dell'immigrazione e del suo impatto sulla società ospitante”, osserva Vietti, evidenziando come “i grandi flussi legati alle migrazioni di cura mostrano effetti altrettanto rilevanti nei paesi di provenienza dei migranti, e dunque meritano di essere studiati anche dal punto di vista dell'emigrazione”.
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