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Microcredito e finanza etica: se ne parla all'Unicusano di Roma

18 aprile 2017

Il microcredito, la finanza etica e i bisogni delle persone. Si chiama 'Comunicare la finanza etica e il microcredito 2.0' il convegno in programma domani, mercoledi' 19, a Roma, alle 10, presso l'aula magna dell'universita' Niccolo' Cusano. Tra i relatori presenti, oltre al rettore Fabio Fortuna, anche Mario Baccini, presidente dell'Ente nazionale per il microcredito, per il quale "l'economia sociale di mercato, in alternativa all'automatismo, puo' svolgere un ruolo fondamentale diversamente dal Pil che misura la ricchezza- ha detto- mentre l'economia sociale di mercato non punta a un profitto ma al benessere della persona". Sono visioni del mondo che "non sono necessariamente contrastanti ma alternativi e devono lavorare insieme, bilanciandosi, perche' se prevale una il sistema va male, stesso discorso se prevale l'altra". Il convegno, ha detto ancora Baccini, "vuole mettere al centro il microcredito, strumento fondamentale, unico vero ed efficace per soddisfare i bisogni della persona. L'esclusione finanziaria e' il primo passo verso l'ingresso nelle maglie della poverta'". La mano pubblica, dice Baccini, interviene "con l'Ente nazionale per il microcredito per sostenere le persone non bancabili ma solvibili, concedendo le garanzie necessarie grazie a un accordo con il sistema bancario e le nuove attivita' finanziarie, che erogano i fondi fino a 25-30mila euro". In questo modo "si 'recuperano' tutte quelle persone che hanno un'idea o un progetto, ma che non hanno garanzie e sono escluse, facendo diventare un problema o un disagio quella che invece potrebbe essere una nuova opportunita'". Solo negli ultimi 15 mesi, ha ricordato Baccini, "grazie al Microcredito sono state realizzate 5mila nuove aziende di persone che erano considerate escluse dal credito e sempre in questi 15 mesi il default e' stato uguale a zero". Inoltre, "l'effetto che un beneficiario produce con il microcredito e' misurato nella forma di 2,43 posti di lavoro. Significa che un disoccupato che diventa beneficiario di microcredito non solo assume se stesso, ma in piu' anche una persona e mezza". Quindi, con le 5mila aziende nate "sono stati creati 12mila posti di lavoro". (DIRE)

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