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LA CARTA E LA VITA

Le ragazze e i ragazzi di Nisida raccontano la Costituzione

a cura di Maria Franco - Prefazione di Ada Murolo

Editore: Guida editori Anno: 2017

LCelv"In un'epoca come la nostra, di diffuso malessere e di impotenza, in cui la delirante promessa di felicità è stata sostituita dall'attesa di un tempo oscuro e dalla caduta di spiritualità e ideali, il significato di Libertà è impregnato di utilitarismo e tornaconto. Nutriti da questo sistema, vittime della prepotente manipolazione dei mezzi di comunicazione, gli adolescenti hanno spento desiderio e passioni per rispondere all'imperativo dell'utile e, mentre alcuni si apprestano a diventare cittadini perfettamente inseriti in questa triste logica sociale, altri invece pagano con la detenzione la sfida contro una società instabile che non è più in grado di fornire loro valori, struttura e possibilità di comporre le contraddizioni della propria crisi esistenziale. Come i giovani detenuti di Nisida, l'isola dove hanno camminato Carlo Poerio, il generale Nicola Bellomo e il giovane Roberto Dinacci, l'isola dove i gabbiani danzano, con stridenti concerti. Rintracciare dai loro scritti il cammino che ha guidato 25 giovanissimi di Nisida alla comprensione della Costituzione e all'idea corretta di Legge, mi ha permesso di attraversare paesaggi inesplorati della loro anima, intuirne ferite e lacerazioni che il loro racconto tace. Infanzia negata, precocissimi e inquietanti passaggi a un'adolescenza anomala. Nonostante la loro narrazione a una prima lettura possa apparire parziale e caratterizzata da un tratto soggettivo, queste voci gridano all'unisono l'esperienza drammatica di ognuno e acquisiscono l'eroicità di un coro. Anche se ogni voce infatti sembra riconoscersi in una individualità solitaria e assoluta che la differenzi da tutte le altre, che giustifichi la nostalgia privata, che ne indichi il ritorno in patria, l'unico luogo che possa ricomporre la propria esistenza spezzata, tuttavia la libertà, cui ciascuno aspira, appartiene alla nostalgia di tutti, e le loro storie si fondono in una struggente polifonia."

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