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FIGLI ADOTTIVI NEL TEMPO: TRA LEGAMI DI SANGUE E COSTRUZIONE DI IDENTITÀ

Autori vari

Editore: FrancoAngeli Anno: 2017

m/42017Il fascicolo n. 4/2017 di Minorigiustizia, frutto di una riflessione comune a tutto il Comitato di Direzione della Rivista, si propone di ragionare in concreto e in prospettiva longitudinale sull’adozione “piena” come strumento di protezione delle persone di età minore prive o private nel loro interesse della famiglia di origine. I contributi presentati offrono sguardi che intendono approfondire la complessità dei processi adottivi, focalizzando l’interesse in chiave longitudinale sui diversi attori. L’adozione nasce infatti per dare al bambino, in senso lato abbandonato, il tempo di crearsi un’immagine costruttiva di sé attraverso la sperimentazione di una positiva alternativa relazionale e “culturale”. Ma per i bambini, le famiglie e gli operatori la dimensione del tempo è problematica perché i tempi delle pratiche oggettive difficilmente coincidono con i tempi soggettivi di chi si trova a dover affrontare un lavoro mentale profondamente trasformativo della propria immagine di sé. Va riconosciuta anche la fatica legata ai processi di costruzione dell’identità da parte delle famiglie adottanti che, a seguito dell’arrivo del figlio, nel tempo vanno incontro a importanti cambiamenti, così come è importante dare la giusta valorizzazione allo sforzo continuo da parte degli operatori di ripensare i propri protocolli operativi, al fine di mettere a punto prassi professionali migliorative e sempre più aderenti alla realtà delle adozioni nel loro evolvere. L’adozione è dunque proposta qui come un processo in divenire, i cui esiti e prospettive non possono essere dati per scontati. Viene enfatizzata invece l’importanza che essi diventino oggetto di prassi virtuose proiettate in avanti, per riuscire a prevedere ed intercettare nel corso del tempo i bisogni evolutivi di bambini e famiglie adottive. L’attenzione si estende quindi necessariamente anche ad altri soggetti coinvolti: i giudici, i servizi socio-assistenziali territoriali e specialistici, gli avvocati, i curatori speciali, i consulenti tecnici d’ufficio, gli enti autorizzati all’intermediazione nelle adozioni internazionali.

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