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IL TERRORISMO NEL NUOVO MILLENNIO

Il terrorismo è tornato. In modo drammatico, amplificato e moltiplicato dalla comunicazione mediatica, è rientrato nella vita degli europei. Possiamo farvi fronte? Siamo pronti a reagire? E soprattutto, siamo in grado di comprenderlo nella sua nuova ...

Marco Lombardi

Editore: Vita e Pensiero Anno: 2016

ItnmIl terrorismo è tornato. In modo drammatico, amplificato e moltiplicato dalla comunicazione mediatica, è rientrato nella vita degli europei. Possiamo farvi fronte? Siamo pronti a reagire? E soprattutto, siamo in grado di comprenderlo nella sua nuova veste, così simile al passato nella sua ferocia e così diversa nella sua declinazione? Sono domande naturali e legittime, ma le risposte non sono affatto semplici, benché sia drammaticamente necessario almeno tentare di avere un quadro più preciso del fenomeno e della scena su cui si muove e agisce. Il breve volume di Marco Lombardi, uno dei maggiori esperti italiani di gestione del rischio e di politiche di sicurezza e terrorismo, va proprio in questa direzione. Il primo passo, egli afferma, è raggiungere la consapevolezza che il terrorismo del nuovo millennio ha caratteristiche ben diverse da quello di fine Novecento: al-Qaeda e lo Stato Islamico non sono le Brigate Rosse o l'Ira irlandese. Una forte discontinuità segna i loro obiettivi e le loro pratiche rispetto alle stagioni passate, e questo genera incertezza nel comprenderli ed elaborare efficaci strumenti normativi e risposte operative coese. Il fatto è che ci troviamo di fronte a gruppi di terrore, come Daesh, che padroneggiano molto bene una nuova forma di conflitto: la cosiddetta "guerra ibrida", quella specie di terza guerra mondiale combattuta "a pezzi", come l'ha efficacemente descritta per primo papa Francesco. Mai come oggi il mondo è travagliato da una quantità di conflitti geograficamente indipendenti eppure tutti correlati tra loro, agiti da gruppi estremamente capaci di sviluppare strategie innovative di combattimento, come la magistrale padronanza delle nuove frontiere comunicative, le campagne di proselitismo che fanno leva sui disagi provocati dalla mancanza di integrazione, l’insistenza programmatica nell’indottrinamento di donne e bambini. Tutti questi temi, dalla cui conoscenza dipenderà la nostra capacità di reazione, vengono affrontati e spiegati da Lombardi, insieme a un’efficace ricostruzione del percorso storico della più forte minaccia del nostro presente, quello Stato Islamico che mostra la sua fisionomia e i suoi intenti già a partire dalla singolare evoluzione del nome che si è scelto. Se l’obiettivo del terrorismo sta anche nel suscitare paura, conoscere meglio certe sue caratteristiche e comprendere le sue strategie e le sue specificità possono aiutarci ad affrontare più lucidamente una minaccia che è parte della modernità e che è destinata ad abitare il nostro prossimo futuro.

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