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Nel carcere Lorusso Cutugno di Torino un progetto per i “sex offender”

25 maggio 2012

TORINO - Il reato è così infamante che fanno fatica ad ammettere le loro colpe. Nel carcere torinese Loruzzo Cutugno dal 2005 c'è il progetto "Spiragli" dedicato ai sex offender, detenuti che hanno commesso un reato sessuale nei confronti di donne o bambini. Realizzato dagli operatori del carcere in collaborazione con il gruppo Abele, il progetto segue ogni anno circa 60 reclusi. "L'approccio è a piccoli passi - spiega Matilde Chareun, educatrice e referente del progetto-. Per questo proponiamo un laboratorio autobiografico e uno di alfabetizzazione delle emozioni come anche cineforum tematici. Facciamo in modo che i detenuti possano pian piano prendere coscienza e arrivare a chiedere aiuto. Per chi si decide a fare questo passo ci sono poi i gruppi terapeutici". Per i detenuti stranieri, inoltre, c'è la collaborazione di esperti di etnopsichiatria.

Fuori dal carcere, però, non sempre i sex offender, scontata la pena, hanno un aiuto. "Caso per caso cerchiamo di trovare sul territorio i servizi che possano accompagnarli - racconta Matilde Chareun -, ma non sempre è possibile". Non mancano comunque casi che finiscono bene. "Con 15 ex detenuti siamo ancora in contatto, alcuni hanno trovato un lavoro e comunque sono seguiti", sottolinea la responsabile del progetto Spiragli. (dp)