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La sanatoria che ha regolarizzato soprattutto colf e “badanti”

21 dicembre 2012

ROMA – Una sanatoria che ha deluso le aspettative; l’Italia condannata dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per i respingimenti; la Carta blu per i lavoratori qualificati. Sono questi alcuni tra gli eventi più significativi che hanno caratterizzato il 2012 degli immigrati in Italia. 

Una sanatoria… per colf
Il 2012 è stato l’anno di una nuova sanatoria. Il decreto 109/2012 ha introdotto sanzioni più severe contro i datori di lavoro che occupano illegalmente stranieri o che li sfruttano in modo particolarmente grave e ha disposto che al lavoratore che denunci il proprio datore possa essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari (verosimilmente convertibile in altro permesso a conclusione del procedimento). 
Lo stesso decreto ha previsto la regolarizzazione dei rapporti di lavoro illegali instaurati con gli stranieri, la cosiddetta sanatoria.
Il via alle domande è stato dato il 15 settembre 2012. L’invio si è concluso alla mezzanotte del 15 ottobre con 134.576 domande arrivate. In totale, 115.969 per il settore domestico e 18.607 per il lavoro subordinato, dall’edilizia al commercio.
Un risultato che ha sollevato il 
sospetto che gli immigrati abbiano presentato la domanda nel settore domestico perché la cifra richiesta era più bassa, salvo poi cambiare datore di lavoro una volta ottenuto il permesso di soggiorno. Spiega Giuseppe Casucci, responsabile immigrazione della Uil: ”I costi per una richiesta relativa a colf e badante non superano i 2 mila euro (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l’edilizia o commercio o agricoltura il costo può essere dalle tre alle cinque volte maggiore". 

Un flop “positivo”
In generale, da più parti si è parlato di sanatoria-flop, soprattutto perché si stima che gli irregolari in Italia siano 500 mila (rapporto dell’European migration network “Canali migratori” presentato il 14 marzo 2012). Ma il ministro per la Cooperazione e l’integrazione Riccardi, che aveva parlato di circa 150 mila interessati, ha rivendicato così la scelta della sanatoria: “La regolarizzazione è stata positiva, chi ha giocato il ruolo principale sono state proprio le famiglie, che si sono dimostrate responsabili e disponibili a pagare la tassa di mille euro per gli stranieri”.
Diverso il discorso per la condotta delle imprese con lavoratori stranieri irregolari: "Le vere grandi situazioni di illegalità, penso al caporalato nel mondo agricolo ad esempio, si tengono ben lontane dalla regolarizzazione e quindi ora andranno incontro ai rigori della legge”, ha detto ancora il ministro Riccardi. 
Dopo la conclusione della sanatoria, Saverio Ruperto, sottosegretario all’Interno con delega all’Immigrazione ha annunciato che il ministero stava valutando l’ipotesi di considerare valide anche le domande di regolarizzazione compilate, ma non inviate: quasi 7 mila. In questo modo le richieste salirebbero a 141.498. 


Emergenza Nord Africa, arriva la proroga di 6 mesi
Il 2012 si chiude con una buona notizia per l’emergenza Nord Africa, in scadenza il 31 dicembre. Natale Forlani, direttore generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione presso il ministero del Welfare ha annunciato una proroga di 6 mesi del sistema di assistenza, oltre a un’intesa col ministero dell’Interno per un piano di inserimento socio-lavorativo. 
Sono oltre 17.500 i profughi tutt'ora ospitati nei centri dell'emergenza Nord Africa (alberghi, centri della rete associativa, strutture comunali, appartamenti, caserme). 
Di questi, 7.800 hanno presentato domanda di protezione umanitaria (dato del ministero dell’Interno aggiornato al 7 dicembre). “Non resteranno per strada”, ha assicurato Forlani, rispondendo agli appelli delle associazioni preoccupate. Il costo sostenuto per l’emergenza Nord Africa è di 1,292 i milioni di euro stanziati nel 2011-2012, di cui poco meno di 600 destinati direttamente all'accoglienza. 
Al di là dell’emergenza Nord Africa 
un ampliamento di capienza dello Sprar - che attualmente dispone di 3 mila posti di accoglienza per i rifugiati finanziati dal Fnpsa (Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo) - fino a 5 mila posti è stato annunciato dal ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri durante l'audizione presso la Commissione Diritti Umani del Senato del 27 novembre. (ab)