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Stranieri fermi a 5 milioni. Italia condannata per i respingimenti

21 dicembre 2012

ROMA – Se il 2012 sarà ricordato per la sentenza storica della Corte di Strasburgo che ha condannato l’Italia per i respingimenti in mare, oltre che per la nuova sanatoria degli irregolari, sono stati anche altri gli eventi significativi per gli oltre 5 milioni di stranieri in Italia: dall’introduzione della Carta blu per i “cervelli provenienti dall’estero” all’allungamento a un anno del permesso di soggiorno per trovare lavoro.  

Immigrati stabili ma in movimento. Sono 5 milioni e 11 mila gli immigrati in Italia, secondo la stima del Dossier Caritas/Migrantes 2012. L’anno precedente erano 4.968.000, l’aumento netto è quindi del tutto esiguo rispetto alla stima dello scorso anno: circa 43 mila persone. Sono stati 262.688 i permessi di soggiorno validi alla fine del 2010 che, dopo essere scaduti, non sono risultati rinnovati alla fine del 2011, con la conseguenza di un rimpatrio non voluto o dello scivolamento nell’irregolarità. Nel precedente Dossier il dato era molto più alto: 684.413. Sono invece 231.750 i visti rilasciati dal ministero degli Affari Esteri nel 2011 per inserimento stabile.

Censimento: la popolazione cresce grazie agli stranieri. Il 2012 è stato anche l’anno del censimento Istat, secondo cui la popolazione straniera residente in Italia è quasi triplicata, dal 2001 al 2011, passando da 1.334.889 a 3.769.518 8 (il totale è 59,5 milioni). 
Il commento del presidente Enrico Giovannini: “Dopo quasi vent’anni di stagnazione, in Italia la popolazione cresce di quasi il 4 per cento, un aumento dovuto esclusivamente alla presenza straniera”. 
La disparità dei dati tra il Dossier Caritas/Migrantes e il censimento è spiegata così da Franco Pittau, coordinatore del Dossier: “È notevole la differenza rispetto ai dati del censimento “che probabilmente non ha raggiunto tutti gli immigrati, resi sospettosi dalla crisi in atto come lo furono, nel 2001, a causa di una campagna elettorale dai toni astiosi nei loro confronti”.  

L'Italia non è più una meta ambita per i migranti. Oltre ai dati di Caritas/Migrantes e dell’Istat, ci sono quelli della Fondazione Ismu, che calcola al primo gennaio 2012 4 milioni e 403 mila immigrati.
Dal 2010 al 2011 il loro numero è cresciuto solo dello 0,5 per cento, pari a 27 mila persone. "Le cause della battuta d'arresto vanno cercate nel perdurare della crisi economica che ha investito l'Italia e l'Europa". In compenso sono in forte aumento gli italiani che emigrano all'estero: nel 2011 sono stati 50 mila, il 9 per cento in più rispetto al 2010. Attualmente vivono fuori dall'Italia circa 4,2 milioni di connazionali, "non molto meno degli stranieri in Italia". 


Cie: permanenza ridotta a 12 mesi?
"Porteremo la durata massima a 12 mesi". L'ha detto il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri in audizione al Senato, convocata dalla Commissione Diritti Umani il 27 novembre 2012. La promessa è quindi quella di ridurre la permanenza degli immigrati nei Centri di identificazione e espulsione che attualmente è fissata a 18. Il provvedimento è attualmente in sospeso. 

Respingimenti in Libia, Italia condannata 
a Strasburgo
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia il 23 febbraio con la sentenza sul caso "Hirsi e altri contro Italia". Era il 6 maggio 2009 e a 35 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali, le autorità italiane avevano intercettato una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza). I migranti erano stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati in Libia contro la loro volontà, senza essere prima identificati. Non è stato verificato se potessero chiedere asilo politico. Un respingimento frutto degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati da Berlusconi e Gheddafi. La Corte europea dei diritti umani ha dato quindi ragione ai “respinti”, riscontrando in particolare la violazione dell'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura, e stabilendo che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani. L'Italia è stata dunque condannata a versare un risarcimento di 15 mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili. L’Unhcr ha parlato di “sentenza storica”. Ma a ottobre, la Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh) ha denunciato che i respingimenti continuano: “È legittimo il sospetto che i respingimenti nel Mediterraneo verso la Libia proseguano nonostante l’ultima sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo”. 

 Decreto flussi e Carta blu
Sono 35 mila gli immigrati ammessi per lavoro stagionale dal decreto flussi del 21 marzo 2012. Oltre al decreto flussi per gli stagionali, è stato emanato il 23 novembre 2012 il testo del decreto flussi per lavoratori non comunitari. Il decreto prevede l'accesso al mercato del lavoro non stagionale per 13.850 stranieri. Il via alle domande è scattato il 7 dicembre 2012. 
Nuove possibilità invece per i “cervelli” stranieri, che possono essere assunti direttamente dall'estero, senza passare dal decreto flussi. L’Italia ha adottato la Carta blu per i lavoratori qualificati, adeguandosi alla normativa europea l’8 agosto, giorno in cui il provvedimento è entrato in vigore.


Permessi di soggiorno, un anno per cercare lavoro
Il governo ha dato attuazione, senza modificarne i contenuti, ai provvedimenti, adottati dall’esecutivo precedente, sul contributo a carico dello straniero per rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno e sull'accordo di integrazione. Ma ha stabilito con la legge 92/2012 che il lavoratore straniero che resti disoccupato potrà cercare lavoro per tutto il tempo in cui fruisce di prestazioni a sostegno del reddito e, comunque, per non meno di un anno (anziché i sei mesi precedentemente previsti) e potrà anche prolungare il suo soggiorno oltre questo limite se in possesso di risorse sufficienti di origine lecita.

Giornalisti stranieri direttori di testata
I giornalisti stranieri possono diventare direttori di testata. A giugno del 2012 si è avviata a conclusione la lunga battaglia per i diritti civili dei “nuovi italiani” condotta dall’Ansi, associazione stampa interculturale, contro il requisito discriminatorio della cittadinanza italiana per i direttori. (ab)