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Scuola, sport, lavoro, associazioni: disabili sempre più protagonisti

21 dicembre 2012

ROMA – Il 2012 è stato un anno “pieno” per la disabilità: dibattiti, manifestazioni e iniziative soprattutto “dal basso” hanno portato con un’insolita frequenza la disabilità sulle pagine dei giornali nazionali e nelle trasmissioni televisive. Associazionismo, scuola, lavoro, Paralimpiadi, caregiver e Lea: sono queste alcune delle “parole chiave” intorno alle quali si è snodato l’anno che sta per concludersi. Accanto a queste, due grandi questioni, che hanno attraversato tutto il corso del 2012: gravi disabilità e invalidità (vedi lancio successivo). Molte le questioni rimaste aperte, che come tali sfoceranno nel prossimo anno. E nella prossima legislatura.

Associazionismo e manifestazioni
L’attivismo delle famiglie di disabili e delle associazioni si è consolidato e vivacizzato nel corso del 2012. Una tendenza iniziata nel 2010 e che ha portato in piazza diverse volte le persone con disabilità, o a livello locale, o a livello nazionale. In prima linea, non ci sono più soltanto le grandi federazioni di Fish e Fand, ma anche nuove formazioni da queste indipendenti, come il Coordinamento famiglie disabili gravi e gravissimi, il Comitato 16 novembre e il Comitato 14 settembre. Limitandoci alle iniziative più recenti, ricordiamo la partecipazione di molte associazioni di disabili alla manifestazione, il 31 ottobre, della rete “Cresce il welfare cresce l’Italia” e quella promossa dal comitato 16 novembre (nella foto, Salvatore Usala), il 21 novembre, per chiedere l’incremento del fondo per la non autosufficienza. Tante e diverse le rivendicazioni, riaffermate nelle diverse stagioni del 2012: denominatore comune è la richiesta di un sistema di assistenza che sia capace, tramite risorse e servizi, di sostenere i bisogni delle persone disabili e il lavoro di cura svolto, in molti casi, prevalentemente dalle famiglie.

Scuola: in aumento gli alunni e i ricorsi
E’ continuato nel 2012 l’incremento degli alunni con disabilità e degli insegnanti di sostegno: una tendenza costante nell’ultimo decennio. Secondo gli ultimi dati del Miur, 215.000 bambini e ragazzi con disabilità erano iscritti a scuola nell’anno scolastico 2011/2012, contro i 208.521 dell’anno precedente, mentre gli insegnanti di sostegno sono passati da 96.089 a 98.000. In media, quindi, è rispettato il rapporto di un insegnante ogni 2 alunni previsto dalla legge, ma con una forte disomogeneità territoriale. 
Sono poi continuati, durante tutto l’anno, i ricorsi e le denunce per i tagli alle ore di sostegno assegnate agli alunni: numerosi i ricorsi collettivi, portati avanti da famiglie e coordinamenti. L’anno solare si chiude, mentre quello scolastico resta aperto, lasciando irrisolti i problemi della carenza di risorse per il sostegno (e il conseguente taglio di ore), degli assistenti educativi (altra figura centrale per gli alunni disabili, che risentono dei tagli subiti dagli enti locali, da cui dipendono), della formazione degli insegnanti curriculari e di sostegno. Così come resta aperta, ma potrebbe presto chiudersi (con l’emanazione, prevista per gennaio, delle nuove linee guida sugli Icf), la questione delle diagnosi e delle certificazioni, attualmente disomogenee sul territorio nazionale per la difforme applicazione dei criteri di classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute.) Sono questi i punti fondamentali che, nel mese di maggio, l’Osservatorio sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità ha riproposto al ministro Profumo.


Il lavoro torna a crescere
Una tendenza lievemente positiva si è registrata, negli ultimi anni, rispetto alla questione dell’inserimento lavorativo delle persone con disabili. Ne dà conto l’ultimarelazione di monitoraggio della legge 68/1999, pubblicata nell’autunno, che però fa riferimento ai dati dello scorso biennio: gli inserimenti lavorativi, dopo aver raggiunto nel 2009 il livello minimo dall’introduzione della legge (20.899), nel 2010-2011 sono infatti tornati a crescere, raggiungendo rispettivamente quota 22.360 e 22.023. Ancora molti restano, tuttavia, gli ostacoli all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità: la presenza di barriere architettoniche negli ambienti di lavoro, l’effettiva applicazione della legge, ancora largamente inosservata, il tramonto di alcune professioni storicamente svolte da lavoratori disabili. A questo proposito, è da segnalare la richiesta, ribadita con forza dall’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) di favorire l’inserimento lavorativo dei ciechi, aprendo a questi nuove professioni riconosciute (perito fonico forense, fisioterapista ecc.). Un’altra questione rimasta aperta, che il 2012 lascerà in eredità al 2013.

Paralimpiadi
L’appuntamento paralimpico londinese (30 agosto-9 settembre) ha goduto di particolare fortuna, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista mediatico. Grande partecipazione di atleti: 4200 atleti disabili in gara, in rappresentanza di 160 Paesi. Quasi 100 gli azzurri, tornati a casa con 28 medaglie. Grande successo di pubblico e discreta attenzione anche da parte dei media, (britannica e anche italiana su Sky e Rai). Tanto che qualcuno si è spinto a parlare di autentica svolta nella percezione mondiale della disabilità. Qui lo speciale gratuito realizzato da Redattore Sociale prima e durante i giochi.

Caregiver da riconoscere
Il 2012 si chiude con un’altra richiesta avanzata a gran voce dalle famiglie: ilriconoscimento giuridico della figura del “caregiver familiare” e delle prestazioni sanitarie e previdenziali a cui il suo “lavoro” gli dà diritto. Ad oggi, sono oltre 1.000 le adesioni raccolte dal Coordinamento famiglie disabili gravi e gravissimi, che ha annunciato un’azione legale contro il governo. Intanto, giace da 18 anni in Parlamento la legge sul prepensionamento dei familiari dei disabili, mentre la riforma pensionistica si è abbattuta anche sui lavoratori che ogni anni assistono familiari con disabilità.

I Lea sospesi
In materia di assistenza, ausili e protesi, è ancora tutta da risolvere la questione dei Livelli essenziali di assistenza e del Nomenclatore tariffario, che richiedono una rielaborazione in grado di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità, alla luce delle nuove risorse esistenti. Il governo si è impegnato a provvedere, entro il 31 dicembre 2012, all’aggiornamento dei Lea, seppur “con particolare riferimento alle persone affette da malattie croniche, da malattie rare e da ludopatia”. E’ slittato invece al 31 maggio 2013 l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario per gli ausili e le protesi: un aggiornamento che dovrebbe essere triennale, ma che invece è fermo al 1999. Il 2012 si chiude quindi lasciando aperto il problema dell’effettiva accessibilità di ausili moderni, che migliorerebbero la qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. (cl)