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Una boccata d’ossigeno per reggere due anni. Ma niente riforma

21 dicembre 2012

ROMA - Il 2012 si apre per il servizio civile nazionale sull’onda lunga di quanto era avvenuto nei mesi precedenti, a partire dal cambio di governo e dall’acuirsi della crisi economica. Dopo il sottosegretario Carlo Giovanardi, la delega passa al ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, che lancia subito l’allarme sui fondi disponibili per il 2012 e 2013. I tagli operati l’anno precedente dal governo Berlusconi avevano già costretto l’Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) a scaglionare durante tutto il 2012 le partenze del Bando volontari dell’ottobre 2011.

La sentenza di Milano sugli stranieri
Il 12 gennaio il giudice del lavoro del Tribunale di Milano accoglie il ricorso presentato da uno studente di origini pachistane, Shahzad Sayed, che chiedeva di partecipare al bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana. La sentenza viene salutata con favore dallo stesso ministro, da molti politici e rappresentanti di associazioni, anche se l’effetto immediato è il blocco di tutto l’iter del bando volontari, che crea non pochi disagi a giovani ed enti. Il ricorso dell’Unsc viene accolto subito ed in attesa di una sentenza definitiva (annunciata per dicembre 2012), a febbraio riprendono gli avvii dei giovani selezionati.

La riforma infinita
Dopo due anni dalla sua presentazione, nel febbraio 2012 la riforma del servizio civile del governo Berlusconi giace ancora indiscussa al Senato. Il Partito democratico prova a far ripartire il dibattito con un incontro pubblico che coinvolge organizzazioni, enti e giovani. I partecipanti si appellano al ministro Riccardi per un impegno più forte a reperire nuovi finanziamenti e ad avviare la discussione della legge di riforma. Nonostante ripetuti incontri nell’anno, di cui uno promosso dallo stesso Riccardi, la riforma si blocca del tutto. Nello stesso mese il magazine “Vita” propone un “Manifesto per un servizio civile universale” che “prende atto della crisi della forma attuale” e ne rilancia una nuova versione su base “obbligatoria”. Il tema entrerà anche nella campagna elettorale per le primarie del centrosinistra del sindaco di Firenze, Matteo Renzi. 

La parata della discordia
A giugno la partecipazione di un gruppo di volontari alla sfilata ai Fori imperiali per la Festa della Repubblica, provoca delle dure polemiche dopo la pubblicazione di una foto che mostra i giovani esercitarsi “a passo militare”. Varie associazioni pacifiste, nonviolente e del servizio civile, scrivono a Riccardi per far interrompere la “formazione militare dei giovani” e chiedere che partecipino “semplicemente camminando”, come poi avverrà effettivamente il 2 giugno.

Una boccata di ossigeno
Il 12 giugno il Ministro Riccardi annuncia di aver trovato 50 milioni di euro in più per il servizio civile, che permetteranno nel 2013 e nel 2014 di far partire per ogni anno 18.810 volontari, dei quali 450 all'estero. Di questi, 20 milioni arrivano da fondi reperiti direttamente nel ministero, mentre altri 30 arrivano da un apposito stanziamento che verrà stabilito con una successiva legge. Riccardi dichiara inoltre di aver richiesto al ministero dell'Economia e delle finanze di integrare la dotazione del Fondo nazionale per il servizio civile fino a 120 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2013/2015, ma questo appello cadrà nel vuoto. Nello stesso periodo viene annunciata la fusione tra l’Unsc e il Dipartimento della Gioventù, che porterà alla nomina come capo dipartimento della cons. Paola Paduano, prima donna a dirigere il servizio civile nazionale.

Il servizio civile senza voce
In estate il decreto legge del Governo di “spending review” stabilisce la soppressione di molti organi consultivi, tra i quali il Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta e la Consulta nazionale del servizio civile. La proteste di enti e rappresentanti dei volontari porta ad una dichiarazione di impegno di Riccardi e alla presentazione da parte delle forze politiche di un emendamento bipartisan alla legge di stabilità di fine anno, che ripristina la Consulta nazionale.

40 anni di obiezione di coscienza
Il 2012, che verrà ricordato anche come il primo anno senza un bando nazionale volontari e per la morte del primo giovane in servizio civile all’estero, Daniele Ghillani, si chiude con la celebrazione dei 40 anni della prima legge sull’obiezione di coscienza e il servizio civile, la n. 772 del 15 dicembre 1972, e con il nuovo allarme di enti e giovani sull’ulteriore riduzione dei fondi per il servizio civile previsti dal governo. (Francesco Spagnolo)