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Incentivi, accordi, sgravi fiscali: le ricette per l’occupazione dei giovani

20 febbraio 2013

ROMA – Cosa fare per il complicato universo giovanile in Italia? Rispondono anche in questa sede il Partito Democratico, Scelta civica per Monti, Rivoluzione civile e Sel parlano principalmente di disoccupazione giovanile e servizio civile.

Giovani e lavoro
La disoccupazione dei giovani italiani sotto i 30 anni è tra le più alte d’Europa. Quali risorse investire, e dove, per invertire la tendenza?
- Negli ultimi anni sono calate drasticamente le risorse per il servizio civile, e di conseguenza i volontari. Come incentivare questa utilissima forma di crescita e di partecipazione giovanile?

Partito Democratico. “Serve un piano straordinario di occupazione per i giovani”
Per il Pd, “il prolungarsi della crisi impone pertanto al prossimo governo un cambio di passo per dire basta con le politiche di solo rigore e puntare alla crescita e all'equità sociale”. In questa ottica, “occorre che il nuovo governo preveda un piano straordinario di occupazione per i giovani, modifichi la riforma del mercato del lavoro del ministro Fornero al fine di ridurre il numero dei contratti precari ed introducendo il contratto di apprendistato per il primo impiego”. 
”Dobbiamo, inoltre – si afferma -, proseguire sulla strada già intrapresa al tempo del governo Prodi: quella di far costare meno il lavoro stabile attraverso incentivi all'impresa e una diminuzione strutturale del costo del lavoro”.
Quanto al servizio civile, “siamo per lo riforma e per il rilancio, in base agli art. 2 e 52 della Costituzione, come rilettura e attualizzazione del dovere di difesa della Patria non armata e non violenta, che abbia per obiettivo lo costruzione di una cittadinanza responsabile, solidale e partecipe, che sia occasione di integrazione anche dei giovani stranieri. A tal fine è necessario riqualificare il rapporto e lo collaborazione tra Stato, Regioni e Autonomie locali e definire un contingente stabile di almeno 40.000 giovani/anno sulla base di risorse certe nazionali (integrabili con risorse regionali o del no profit) definite sulla base di una programmazione pluriennale che garantisca una equa ripartizione in contingenti regionali dei posti disponibili”


Scelta civica per Monti. “Occupazione giovanile, sì ad accordi quadro regionali e detassazione per le imprese”
Per creare nuova occupazione, la Scelta civica per Monti delinea alcune scelte di carattere generale.
In primis la sperimentazione attraverso accordi quadro regionali di un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato con 3 caratteristiche: più basso costo previdenziale e fiscale, più flessibilità del contratto standard e con tutele del posto crescenti nel tempo, tutele del contratto (maternità, malattia, pensioni…).
In tema di ammortizzatori sociali, si prevede poi un contratto di “Ricollocazione”.
Per i giovani, prevista la detassazione per le imprese che assumono giovani under 30. Inoltre, un Fondo giovani da 1,5 miliardi con criteri di assegnazione economica basata su reddito e merito. Infine, l’istituzione di un conto fruttifero a partire dalla prima media, intestato nominalmente al giovane che potrà usufruirne solo dopo il termine degli studi superiori (massimo 10 mila euro).
Infine, per incentivare l’occupazione femminile, proposta la detassazione selettiva del reddito da lavoro femminile e l’aumento dei servizi di cura per l’infanzia e le persone anziane.


Rivoluzione civile. “Salario di pre-ingresso per gli inoccupati” 
”Tre milioni sarebbero i giovani che né studiano, né lavorano – si afferma -. Rappresentano uno spreco di risorse che non ci si può permettere, e potrebbero costituire di per sè l’obiettivo di un piano straordinario di interventi”.
Per i giovani senza lavoro “vale il reddito minimo di cittadinanza, e una sorta di salario di pre-ingresso per gli inoccupati, anch’esso legato a diverse opportunità e incentivi di collocazione e riqualificazione professionale mirata”. Sul versante delle imprese, poi, per il movimento di Ingroia “ulteriori sforzi possono essere fatti individuando i più opportuni  incentivi di defiscalizzazione degli oneri sociali”.
Rispetto al Servizio Civile, che si era rivelato un importante strumento di formazione civica per molti giovani e di avvicinamento alle realtà del volontariato, si tratta di rispettare un altro diritto sancito per legge. “Il coinvolgimento e la partecipazione giovanile non possono risultare una variabile dipendente dell’ultima voce di bilancio dello Stato, che si sacrifica là dove invece non vengono sacrificate altre spese militari e per gli armamenti”.


Sinistra Ecologia Libertà (Sel). “Servizio civile, servono 300 milioni”
Per Sel, “serve un piano del lavoro per i giovani, investendo un miliardo di euro nella promozione di lavoro giovanile in diversi ambiti: dalla Green economy all’economia della conoscenza, dall’economia solidale al welfare. Vanno previste particolari formi contrattuali incentivate, ma pienamente rispettose della normativa nazionale in materia di diritti e di tutele”. 
Quanto al servizio civile, “va non solo mantenuto ma incoraggiato. Bisogna riportare i finanziamenti ai livelli del 2008 e comunque ad almeno 300 milioni di euro”.


Leggi il documento del Pd
Leggi il 
documento di Scelta civica
Leggi il 
documento di Rivoluzione civile
Leggi il 
documento di Sel