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Oro Rosso. Gli schiavi della Capitanata

La pianura della Capitanata intorno a Foggia, teatro nel passato di dure lotte tra braccianti e caporali. È uno dei distretti più importanti al mondo per la produzione dei pomodori da trasformazione, il pomodoro delle scatole di pelati fiore all'occhiello della dieta mediterranea. Ogni anno nel mese di agosto, in occasione della raccolta, migliaia di immigrati per lo più africani e neo comunitari (rumeni, bulgari, polacchi) raggiungono la pianura con l'illusione di un lavoro regolare. Illusione da subito disattesa dal momento che diventano automaticamente vittime di sfruttamento da parte di agrari senza scrupoli, caporali e criminalità organizzata che, creando uno stato di terrore fatto di minacce, violenze individuali, ricatti ed estorsioni, impongono le condizioni di lavoro e di vita ai nuovi braccianti. Così, in assenza di una legge specifica per punire il caporalato, i nuovi braccianti entrano facilmente in una condizione di schiavitù, fatta di lavoro nero e sotto pagato oltre che di totale sudditanza alla volontà dei loro padroni. Condizione, divenuta sistema, necessaria a garantire gli alti profitti da parte dei proprietari terrieri e funzionale a tutto il sistema produttivo che, qui come altrove, trova la sua forza nello sfruttamento di questo esercito di disperati.
In questa photogallery, gentilmente concessa dall'autore, un saggio del réportage inedito realizzato da Daniele Maurizi nella prima metà di agosto 2009.
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