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No! Contro il dramma degli incidenti sul lavoro

Un viaggio commovente e tragico sul fronte degli incidenti sul lavoro, un fronte che attraversa le grandi fabbriche, i cantieri e i piccoli distretti industriali. Un viaggio intenso che scava nell’umanità degli infortunati, dei loro drammi e della loro voglia di continuare a vivere. Gli scatti fotografici sono di Riccardo Venturi e la mostra è curata da Anmil e Inail.  Le fotografie, raccontate con le didascalie del giornalista Matteo Bertocci, hanno un’alta carica emotiva e ritraggono alcuni infortunati sul lavoro. C’è la storia di Giampiero Marchetti, livornese di 75 anni malato di tumore causato dalle radiazioni dei radar dell’azienda per cui lavorava, la Selenia. C’è la drammatica vicenda di Giovanna Tuccillo, la cui seconda casa è il cimitero di Castelfranco a Modena, dove giace il corpo del suo unico figlio, Francesco, morto a 20 anni in un’officina di riparazione di automobili schiacciato dal pezzo di una macchina. E poi la storia di Domenico Zanchettin, affetto da enfisema polmonare grave causato dalle polveri sottili e dall’amianto respirato per anni in Fincantieri. Nel lungo viaggio fotografico, ci si imbatte anche del romeno Nicolaj Petre, il volto carbonizzato dalle fiamme dopo l’esplosione di un cannello a gas. Drammatica anche la storia di Gennaro De Santis, una gamba amputata in seguito ad un grave incidente con una motozappa. La mostra resterà in esposizione fino al 22 maggio 2011.  
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