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G8 dieci anni dopo, a Genova un "altare laico" in ricordo di Carlo Giuliani

Dal 20 luglio 2001, a Genova, piazza Alimonda è diventata luogo di memoria collettiva, spazio dove i fatti che portarono all’uccisione di Carlo Giuliani sono rimasti impigliati e continuano a echeggiare. “Non faremo di te un monumento alla memoria”, si leggeva in un biglietto lasciato a Carlo tempo dopo, mentre la cancellata della chiesa di Nostra Signora del Rimedio si trasformava in un altare laico. Persone di ogni età e condizione, con il cuore e la mente a lutto per un’uccisione intollerabile, sentirono il bisogno di alimentare la memoria, ritornare nella piazza per ancorare alla grata di ferro i segni del proprio passaggio, lasciare una testimonianza. Agende, disegni, messaggi scritti su sacchetti del pane e pacchetti di sigarette. Oggi la cancellata è stata “bonificata” e i messaggi non ci sono più. L’“Archivio ligure della scrittura popolare” li ha raccolti. Il libro "Fragili, resistenti", a cura di Fabio Caffarena e Carlo Stiaccini ed edito da Terre di Mezzo, ne propone alcuni.
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