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Lampedusa blindata, migranti invisibili

Dal momento dello sbarco al molo Favaloro fino alla partenza su grandi navi Grimaldi o Moby verso centri di accoglienza o di detenzione nel resto d'Italia, le migliaia di migranti e profughi che arrivano a Lampedusa sono invisibili agli occhi dei turisti che ad agosto affollano le splendide spiagge dell'isola. Ma anche per i giornalisti sono inavvicinabili, dopo la circolare del Viminale che vieta alla stampa l'accesso a tutti i centri, compresi i Cpsa (centro di primo soccorso e assistenza) di Contrada Imbriacola e dell'ex base Loran. Il primo è nascosto in una depressione tra le colline brulle e sorvegliato anche con un check point militare che blocca l'accesso a duecento metri dal cancello, rendendo invisibile perfino l'ingresso. L'ex base Loran, dove sono detenuti dietro il filo spinato centinaia di minori, è posizionata in alto su una roccia in uno dei punti più lontani dell'isola, vicino alla riserva naturale di Cala Pulcino. Ma per i ragazzi rinchiusi all'interno non c'è possibilità di un bagno nelle acque cristalline dell'isola: l'orizzonte è il filo spinato e uno strano cimitero di barche, trasportate fino a lì chissà per quale motivo. I turisti trascorrono le vacanze ignorando la presenza dei profughi e l'isola è blindata con mezzi militari che pattugliano anche le strade, posti di blocco momentanei, uomini della guardia di finanza, dei carabinieri, della polizia e dell'esercito. Le foto sono state scattate per l'Agenzia Redattore Sociale ad agosto del 2011 da Raffaella Maria Cosentino
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