:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Redattore Sociale

Newsletter Newsletter Seguici su Facebook Twitter Google+ Rss

Photogallery

Cerca
Cerca in tutto il sito in Photogallery
Stampa Stampa

Figli degli slum, i diritti negati

Nel mondo 1 persona su 3 che abita in città vive in uno slum, in Africa 6 su 10. E quasi 1,4 miliardi di persone vivranno in insediamenti non ufficiali e negli slum entro il 2020. I bambini che vivono  in aree urbane sono  oltre un miliardo e continuano a crescere. Alla loro condizione e ai diritti negati è dedicato il Rapporto Unicef  2012 “Figli delle città”. La vita di questi bambini e adolescenti è caratterizzata da una condizione di insicurezza, sono le vittime più vulnerabili e la loro tutela è resa più difficile dal fatto che oltre un terzo delle nascite nelle aree urbane non viene registrato, escludendoli di fatto dal riconoscimento dei diritti. Nel 2010 quasi 8 milioni di bambini sono morti prima di aver raggiunto i cinque anni di età, in gran parte a causa di polmonite, diarrea e complicazioni da parto. A favorire la diffusione di malattie e aumentare la mortalità infantile l’inaccessibilità dei servizi sanitari e la loro inadeguatezza: nei distretti urbani più poveri, un litro di acqua costa 50 volte di più che nei quartieri più ricchi. L'Unicef stima che 1,2 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiano solo per diarrea. In tutto il mondo, il 96% della popolazione che vive nelle aree urbane ha accesso all’acqua potabile rispetto al 78% di coloro che vivono nelle aree rurali. Per l'Unicef è essenziale concentrarsi sull’equità, raggiungendo i bambini più poveri dovunque essi vivano.
Stampa Stampa