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Redattore Sociale

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Cara di Mineo, “limbo” di lusso pagato dallo Stato

Alloggi puliti e ben organizzati - 404 in tutto - tre pasti al giorno con menù diversificato, acqua calda, consulenza psicologica, un campo di calcio, aule studio, ludoteca, bazar, telefoni pubblici, internet point. Entrare con telecamera e macchine fotografiche al Cara di Mineo non è più un tabù e così è possibile verificare tutto questo e documentarlo, come ha fatto per la prima volta Rosa Maria di Natale, realizzando un reportage fotografico per Redattore Sociale. Dallo scorso dicembre la struttura è passata dalle mani della Croce rossa a quelle del consorzio Sisifo, in associazione temporanea di imprese con Solco. L’ente attuatore è la provincia di Catania. La capienza massima degli ospiti è di 2 mila unità. Oggi sono 1800, per lo più nigeriani, somali e pakistani, e il gettone percepito dai gestori è di circa 23 euro a migrante. Al momento almeno seicento persone, a detta della direzione, restano nonostante abbiano già completato tutto l’iter. Moltissimi erano partiti ma poi sono tornati indietro.

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