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Al Cie di Lamezia Terme per radersi si entra in “gabbia”

Nel mese di settembre 2012, un team di Medici per i diritti umani (Medu) ha visitato il Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Lamezia Terme. Agli operatori di Medu è stato consentito di visitare l'intero centro e di realizzare le immagini fotografiche presentate in questo foto racconto. Il Cie, situato in località Pian del Duca è gestito fin dalla sua apertura, nel 1998, dalla Cooperativa Malgrado Tutto. Il Cie è stato definito come uno dei peggiori d'Italia poichè privo dei minimi requisiti di vivibilità (Medici senza frontiere 2010). Secondo gli operatori di Medu "tale giudizio appare ancora oggi giustificato poichè, alla luce della visita effettuata, la struttura appare del tutto inadeguata a garantire la dignità umana dei migranti trattenuti. Al suo interno sono state tra l'altro riscontrate pratiche di umiliazione dei detenuti (si veda la gabbia per la rasatura della barba) assolutamente sconcertanti". Ma non solo, esistono nel centro altre gravi violazioni del diritto alla salute: un disabile fa fisioterapia sollevando ogni giorno una bottiglia piena d’acqua legata al piede; c'è una stanza di isolamento terapeutico chiusa da grandi lucchetti, per trattenere gli immigrati per eventuali malattie infettive; i colloqui con la psicologa vengono fatti attraverso uno schermo di vetro, peggio che in carcere. Vai all'articolo
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