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Viaggio nella comunità buddista a Roma

Alcuni scatti ritraggono il secondo più importante tempio buddista d’Italia, dopo quello di Prato. Si trova a Roma a ridosso del grande Raccordo anulare e della via Prenestina, in una zona a forte presenza di imprenditoria cinese.
La Grande Pagoda o “Tempio Italia-Cina” verrà inaugurata ufficialmente a fine marzo con una cerimonia pubblica, ma è già luogo di culto attivo che attira ogni domenica, in occasione della preghiera collettiva, praticanti cinesi e italiani. Appena varcata la soglia del tempio si ha la percezione immediata di essere in un altro mondo.
Ad accogliere il visitatore due grandi statue di leone dall’aspetto terrificante. Sono i dharmapāla, i guardiani del tempio, che, nella tradizione buddhista, hanno il compito di difendere il Dharma, cioè la dottrina, la legge. Fino al giorno dell’inaugurazione ufficiale (31 marzo 2013) i due leoni resteranno bendati: solo allora saranno rimossi i veli rossi che hanno sugli occhi e inizieranno a svolgere il loro compito difensivo. Stessa sorte spetta all’insegna che reca il nome proprio del tempio, chiamato “Tempio Italia-Cina”, coperta ancora da un drappo rosso. All’interno ogni oggetto ha un significato e rispecchia la tradizione secondo quella versione del Buddhismo che è la più diffusa in Cina, e cioè la dottrina Mahayana Chán (l’equivalente dello Zen giapponese).
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