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Redattore Sociale

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"Occhi da adulti dentro facce da piccoli": i bambini in Siria

Il 2 aprile 2013 il giornalista Giuseppe Pace è entrato in Siria dalla Turchia meridionale, al posto di frontiera di Kilis, 60 chilometri da Gaziantep, la principale città dell’Anatolia. Da lì si è spinto per 150 chilometri verso sud nel territorio controllato dall’Esercito siriano libero (Esl), varcando il confine nei pressi del campo profughi di Bab al Salam e attraversando le città di A’zaz, Tlalil, Marea e l’Industrial City – Sheikh Najar, fino a raggiungere Aleppo. Sotto i suoi occhi gli effetti della guerra civile: le devastazioni provocate dai missili Scud lanciati dall’esercito regolare; le condizioni difficilissime di Bab al Salam, dove per due giorni l’associazione italiana ‘Time4life’ ha distribuito centinaia di chili di aiuti per i tantissimi bambini presenti e un medico dentista, sempre dell’associazione, ha curato decine di profughi. Poi paesi fantasma, macerie, povertà. E un ospedale costruito sottoterra, per sfuggire ai missili, “visto che gli obiettivi dell’esercito lealista sono in particolare gli edifici pubblici: municipi, scuole e ospedali”. Tutto questo è stato documentato in un reportage pubblicato su il Post. Redattore sociale propone alcune foto inedite scattate da Pace con uno smartphone. Ragazzini che fanno da sentinella con un fucile steso sulle ginocchia, genitori e figli che attendono nel campo profughi la distribuzione degli aiuti, posti di blocco e interi rioni completamente rasi al suolo, sono i testimoni di un conflitto che dal 2011 ha fatto oltre 30 mila morti e non ha risparmiato neanche i bambini. Scrive Pace verso la conclusione del viaggio "i due uomini che ci hanno portato fino ad Aleppo e che ci riporteranno indietro, al campo di Bab al Salam, spesso sorridono, offrono sigarette e non vogliono soldi. A pochi chilometri dal confine turco, prima di lasciarci, uno di loro ha voluto a tutti i costi che entrassimo nella sua casa, a consumare tè e il loro caffè. Sono arrivati tutti i componenti della famiglia, molti bambini, bellissimi, coi loro occhi da adulti dentro facce da piccoli". Vai all'articolo. Vai ai video.
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