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Cucinare in massima sicurezza: in un libro le ricette degli ergastolani

“Cucinare in massima sicurezza”, ovvero l’Artusi dei carcerati di tutta Italia. Certo, non ci saranno le quasi 800 ricette che hanno reso celebre il manuale di Pellegrino Artusi, per il resto però c’è tutto: ci sono gli ingredienti, ci sono le istruzioni, ci sono le illustrazioni che rendono al meglio il percorso a ostacoli che porta a fare il pane, i dolci, gli antipasti nelle condizioni che solo un carcere per ergastolani può “offrire”: pochissimi strumenti a disposizione, rigide prescrizioni di sicurezza e spazi comuni ridotti al minimo.  Per i “rotolini stuzzicanti” con prosciutto cotto e sottilette sarà meglio procurarsi un manico di scopa per farne un matterello, un pennello da barba per spennellare gli involtini con dell’uovo sbattuto, uno sgabello e un telo da bagno per un improvvisato sgabello-forno. Per fare il pane servirà una televisione accesa, altrimenti addio lievitazione. Per la cassata siciliana bisognerà trovare della carta argentata da sigarette e della colla stick per portare il forno a 180 gradi. Tutte ricette contenute in “Cucinare in massima sicurezza” (edizioni Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri), 150 pagine frutto dell’esperienza e del lavoro in cucina dei detenuti delle sezioni carcerarie di alta sicurezza, persone che devono scontare il cosiddetto “ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio”, che colpisce i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti e sequestro di persona. Fine pena mai. Vai all’articolo.
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