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“The gambler”: quando l'azzardo gioca con la vita

Frequentatori di centri scommesse del nord Italia, di sale accoglienti o infimi locali colmi di ammiccanti slot machine, di casinò di lusso in grandi città o di circoli del poker di provincia. Tutti lusingati dalla dea bendata, alla ricerca di una vincita fortuita che permetterà loro di cambiare per sempre vita. Sono i giocatori d’azzardo ritratti da Marco Dal Maso che nel corso del 2012 ha realizzato il reportage "The Gambler". Il fotografo ha indagato non solo l'ambiente del gambling, del gioco d'azzardo, ma si è trovato faccia a faccia con chi, con estremo coraggio e grande sacrificio, intraprende il percorso di cura dalla dipendenza dal gioco. Nelle spire del gioco d'azzardo patologico finiscono infatti ogni anno migliaia di persone, per molti dei quali spesso è l'incapacità di fermarsi, di riconoscere il limite tra il divertimento e l'ossessione, che comporta lo sviluppo della dipendenza dal gioco, classificata dall'Organizzazione mondiale della sanità come una vera e propria dipendenza patologica “senza sostanza”. Gli ospiti del centro Bad Bachgard di Rodengo, nella provincia di Bolzano, struttura per la disintossicazione al gioco patologico, che prevede diverse modalità di cura (ippoterapia, arteterapia, danzaterapia, ma soprattutto terapia di gruppo), sono stati ritratti "con il rispetto che preserva la dignità di individui fragili, nel percorso di risalita dal baratro della dipendenza". Da novembre 2012 “The Gambler” è diventato una mostra itinerante “Mind the G.a.p.–Il Giocatore”, ospitata per la prima a Vicenza e pronta a toccare diverse città italiane.

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