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Emarginati, neri, homeless: la gente comune nelle opere di Ciancabilla

“Scelgo i miei soggetti in base alla vicinanza emotiva che provo nei loro confronti”. A parlare è Francesco Ciancabilla, in arte Frisco, le cui opere ritraggono “emarginati, homeless, neri, bambini affamati, musicisti, nudi maschili e femminili, gente che se ne va in strada ballando ed è chiamata pazza. Mi piace rappresentare la gente reale – dice – È a lei che io mi sento vicino”. Le tele tornano in mostra oggi dopo 25 anni di silenzio. Ciancabilla, oggi 54 anni, è un uomo libero dal 2004, dopo aver pagato il proprio debito con la giustizia per l’omicidio di Francesca Alinovi, critica d’arte e assistente al Dams uccisa con 47 coltellate nel 1983. Delitto per il quale, Ciancabilla si è sempre dichiarato innocente.“Ritraggo soggetti deboli: talvolta sono personaggi inventati, in altri casi persone che ho incontrato davvero, che prima ho fotografato e poi ho rappresentato nei miei quadri”. Per i suoi quadri, Ciancabilla usa una mascheratura in carta gommata: una volta tolta, rimangono sezioni bianche, sfondi di tela pulita. Per questo, tutte le sue opere sono uniche e non riproducibili. “Credo nella funzione catartica dell’arte: a me è servita per scaricarmi. Riprendere è stato un po’ come richiamare la memoria, obbligandomi a fare i conti con essa”. Dopo aver esposto a Pescara, Ciancabilla sarà in mostra a Teramo dal 15 ottobre insieme con un altro artista abruzzese che si firma Zino. Altre 2 gallerie, una di Bologna e una di Rotterdam, si sono dette interessate a ospitare l’esposizione. Vai all'articolo

 

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