:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Redattore Sociale

Newsletter Newsletter Seguici su Facebook Twitter Google+ Rss

Photogallery

Cerca
Cerca in tutto il sito in Photogallery
Stampa Stampa

Sulle rive del fiume Evros, via di fuga verso l’Europa

Un fiume, confine naturale lungo 170 chilometri, separa la Grecia dalla Turchia, l’Europa dall’Asia. Il fiume dal 2007 è diventato una delle vie preferenziali per l’immigrazione verso l’Europa. Nel 2011 è stato attraversato da circa 55 mila migranti in cerca di una nuova vita, 250 persone al giorno provano, con l’aiuto di trafficanti, di uomini definiti “agenti” dai migranti, ad entrare in Grecia alla ricerca di una vita normale e di un futuro migliore. Sulle rive del fiume era prevista la costruzione di un fossato, di cui sono stati consegnati i primi 15 km ad agosto 2011, il progetto, considerato troppo dispendioso, è stato poi modificato ed il fossato trasformato in una doppia barriera di reticolato e filo spinato. Il governo greco, dopo aver discusso a fine marzo 2012 riguardo la costruzione di nuovi centri detentivi nei pressi del confine, il 13 aprile 2012 ha dato il via ai lavori per la realizzazione della recinzione (progetto che ha un costo stimato di oltre 3 milioni di euro). Durante il giorno si incontrano sulla strada che parte da Kastanies ed arriva ad Alexandropoli, gruppi di persone che camminano a passo veloce: migranti che hanno attraversato il fiume in cerca di una speranza e che hanno Atene come primo obiettivo. Alcuni si fermeranno, altri tenteranno tramite i loro “agenti” di raggiungere altri paesi d’Europa. "Un muro contro l’immigrazione, Evros porta orientale d’Europa" è il titolo del reportage di Mauro Prandelli, le cui foto saranno esposte al Festival della fotografia etica che si terrà a Lodi dal 17 al 20 ottobre 2013. Vai all'articolo.

Stampa Stampa