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Guardare il mondo a “occhi aperti”. Torna a Roma FotoLeggendo

Dalla mafia giapponese alla povertà dello Zimbabwe, alle tragiche conseguenze del più grave disastro nucleare avvenuto nel ventesimo secolo: l’esplosione accidentale nella centrale atomica di Chernobyl, in Ucraina. E' “FotoLeggendo” la rassegna annuale sulla fotografia contemporanea,organizzata a Roma dall’associazione Officine fotografiche, che quest’anno ha invitato a guardare il mondo a “occhi aperti”. Arrivata alla sua IX edizione, dopo l’anteprima italiana di “Yakuza” di Anton Kuster del 10 ottobre 2013 la rassegna ha preso ufficialmente il via l’11 ottobre all'Isa (Istituto Superiore Antincendi) con l’inaugurazione della collettiva composta da oltre venti mostre e installazioni. Tra le opere esposte, il lavoro di Robin Hammond, autore del progetto “Your woods will be named silence” (le vostre ferite saranno chiamate silenzio) che documenta il crollo della società dello Zimbabwe. La fotografa belga Brigitte Grignet che espone un lavoro sulla quotidianità dell’arcipelago di Chiloé, a 1100 chilometri a sud di Santiago, in Cile. “Chiloé-La Cruz del Sur” racconta i miti e l’eterna lotta tra la terra ed il mare di una società che crede ancora nelle navi fantasma, nelle streghe, in Dio e nel potere della comunità. Mentre Giovanni Cocco in “Forgotten memories”, riporta le condizioni dei pochi monasteri rimasti in Kosovo, della chiesa ortodossa serba, e la vita dei monaci che tentano di preservarli. Tra le altre mostre in programma al "GalleryCafè", il progetto “The National womb baby boom in nagorno Karabakh”, della fotografa documentarista anglo-svedese Anastasia Taylor-Lind. Il lavoro si interroga sul futuro dei bambini nati grazie al programma di incentivo nascite, promosso dal governo del Nagorno Karabakh, nel Caucaso meridionale. Vai all'articolo, guarda la photogallery dell'edizione precedente.

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