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"The national womb": luci e ombre del baby boom in Nagorno Karabakh

Nel 2008 il governo di fatto del Nagorno Karabakh (repubblica autoproclamatasi indipendente dall'Azerbaigian, situata nel Caucaso meridionale) ha introdotto un programma di incentivo alle nascite che prevedeva pagamenti in denaro per le coppie appena sposate che mettessero al mondo dei figli. L’intenzione era di ripopolare il paese dopo la devastante guerra intercorsa fra il 1991 e il 1994, quando, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la popolazione di razza armena dichiarò guerra all’Azerbaijan. Il conflitto causò, infatti, la fuga di 65 mila persone di etnia armena e oltre 40 mila azeri. Il baby boom del paese è stato festeggiato nel 2008 con un matrimonio di massa, tenutosi il 16 ottobre, che ha visto l’unione di 674 coppie. L’evento è stato sponsorizzato da donazioni private provenienti da facoltosi uomini d’affari armeni. Al 1 luglio 2011, 693 bambini erano già nati da “quel matrimonio”. Si chiama “The national womb” il progetto fotografico della fotografa documentarista anglo-svedese Anastasia Taylor-Lind che si interroga sulle luci e ombre del progetto di ripopolazione nel paese. Se di fatto il programma sta funzionando: i pagamenti sono regolari, in un paese dove lo stipendio medio è misero, e il sostegno è accessibile per tutti.Tuttavia, non esiste certezza di connessione fra la lusinga del denaro e la nascita di figli per un sistema sociale che lo prevedrebbe comunque. Inoltre resta da capire quali possibilità troveranno questi bambini una volta cresciuti, visto che al momento l’istruzione, le infrastrutture e l’occupazione sono fortemente lacunosi. La mostra, curata da Chiara Oggioni Tiepolo e Daria Battilana fa parte del circuito di eventi di FotoLeggendo 2013, ed è visitabile presso il B-gallerycaffè. Piazza Santa Cecilia, a Roma fino al 3 novembre. Vai all'articolo sulla mostra.
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