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"Born invisible": le immagini che danno voce al silenzio di milioni di donne

Nel mondo milioni di bambine adolescenti, continuano ad essere invisibili, vivono in condizioni di povertà, sono vittime di discriminazione di genere e disuguaglianza, subiscono abusi sessuali, sono costrette al lavoro forzato e alla prostituzione, vendute come mogli, schiavizzate. Milioni di adolescenti senza voce, giovani donne a cui non è permesso di scegliere il proprio destino. Sono loro ad essere raccontate nel progetto artistico e umanitario “Born invisible” della fotografa canadese Sheila McKinnon, che ha viaggiato in diversi paesi del Sud America (Bolivia, Messico, Perù, Argentina), dell’Asia (India, Yemen, Vietnam, Nepal, Thailandia) e dell’Africa (Sierra Leone, Zanzibar, Mozambico, Etiopia) mostrando la realtà vissuta da molte donne nei paesi in via di sviluppo. “Born Invisible” tratta "dell’eredità del silenzio, dell’inaudibile presenza di ragazze e donne senza una voce; anime ed esseri trascurati, i cui destini sono gestiti senza il loro consenso". Un lavoro che oltre a rappresentare per la McKinnon una nuova sfida artistica è soprattutto il suo personale contributo alla causa umanitaria perché anche un'immagine "può cambiare le coscienze". La mostra itinerante è stata esposta in molte città italiane, dal 5 giugno al 28 settembre 2014 una selezione di cinquanta scatti e un video di presentazione sono ospitati presso il Museo di Roma in Trastevere. Vai all'articolo

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