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La "pasta di Capezzaia" bontà produttiva che dà lavoro ai disabili

Distribuita nei punti vendita Coop del Lazio, nei supermercati Despar ed Eurospar della regione, la pasta fresca prende il nome “Pasta di Capezzaia” dal margine inutilizzato dei campi, la parte incolta: metafora di chi può diventare risorsa. Cappelletti di carne, ravioli e cannelloni ripieni di ricotta e spinaci, pappardelle, fettuccine e tonnarelli all’uovo, chicche e gnocchi di patate... È variegata la produzione che ha un valore aggiunto: a preparare i pacchi e a controllare la filiera sono anche Giada, Michele e Simone, tre persone con disabilità cognitiva che hanno frequentato il laboratorio sociale della Comunità di Capodarco di Roma. A questa realtà lavorativa il numero di giugno 2014 del mensile SuperAbile Magazine, edito dall’Inail, dedica un portfolio fotografico di quattro pagine con un reportage di Stefano Dal Pozzolo (agenzia Contrasto). Vai all'articolo

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