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"Haiti aftermath" dopo 5 anni Riccardo Venturi racconta il post terremoto

“La prima volta che sono arrivato a Port-au-Prince è stato nel 2010, quattro giorni dopo il sisma, passando per Santo Domingo con un convoglio umanitario. Ho trovato una città devastata, al buio, senz'acqua, senza strade. Un’immensa tendopoli a cielo aperto. I corpi dei vivi si mescolavano a quelli dei morti, accatastati ovunque. Masse di persone vagavano allo sbando in cerca di aiuto, spostandosi continuamente da rifugi provvisori per sfuggire agli incendi che divampavano durante gli scontri fra bande di saccheggiatori e guardie armate, che sparavano sulla folla per difendere le proprietà. Uno scenario apocalittico. Gradualmente la situazione si è andata trasformando, ma la crisi umanitaria è ancora in corso”:. Così Riccardo Venturi, fotoreporter italiano vincitore con il reportage “Haiti Aftermath” del Primo premio General News al World Press Photo 2011, ricorda il sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter, che il 12 gennaio 2010 ha mietuto oltre 220.000 vittime e sconvolto l'esistenza di tre milioni di persone. A cinque anni dal sisma, è tornato ad Haiti per concludere il suo progetto a lungo termine, che a breve  diventerà un libro a cura di Peliti Associati. Un viaggio fotografico in bianco e nero, che ripercorre le fasi salienti del post terremoto sino ai giorni nostri. Dai primi giorni della catastrofe agli scontri durante e dopo la campagna elettorale del presidente Michel Martelly. Fino all'epidemia di colera, con un focus dedicato alle violazioni dei diritti umani, alla criminalità organizzata gestita dalle gang locali e agli abusi sulle donne. “Un lavoro dal basso, incentrato sull’uomo e sulla memoria, che si prefigge di ritrarre il quotidiano di un popolo che, nonostante la povertà, cerca di mantenere la propria identità: dalla vita nelle tendopoli ai matrimoni ai riti voodoo, che permeano la cultura locale in ogni aspetto”, spiega il fotografo romano. Per finanziare l'iniziativa, Venturi ha lanciato una campagna di crowdfunding tutt'ora in corso, che si concluderà fra un mese. Vai all'articolo

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