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"Lasciate che mostrino i loro volti": i gay in Uganda non vogliono più nascondersi

Nella primavera del 2014, subito dopo che il governo di Yoweri Museveni ha approvato una legge che prevede l’ergastolo per il “reato di omosessualità” e fino a sette anni di detenzione per chi è accusato di favoreggiamento, il fotografo italiano italiano Aldo Soligno decide di andare in Uganda. Non ha interesse a scattare immagini choc ma a raccontare il clima di emarginazione e discriminazione in cui vivono gli attivisti dei diritti Lgbti "il loro desiderio di venire alla luce e il bisogno di libertà". Sono persone che una legge ha separato dal mondo “obbligandole all’isolamento, a chiudersi dentro le loro case, a celarsi alla vista dietro pesanti tende”. Quando l’autore scopre che i principali tabloid del paese hanno sbattuto in prima pagina centinaia di ritratti di veri o presunti omosessuali sotto al titolo “Impiccateli” decide di creare una serie di “contro-ritratti” chiedendo agli attivisti mobilitati contro la legge anti-gay, di posare in un set buio con una lampada alle spalle, in modo che il loro volto rimanga in ombra, per evitare il rischio della riconoscibilità e della denuncia. Nasce così “Let them show their faces” di cui proponiamo una selezione di immagini. Nell’ambito del progetto “Al fianco dei difensori dei diritti umani in Uganda”, l’organizzazione umanitaria Soleterre  in collaborazione con la galleria Spazio Aperto San Fedele di MIlano, il patrocinio della Città Metropolitana e del Centro Astalli, propone la mostra fotografica di Aldo Soligno dal 7 ottobre al 4 novembre2015 (esposizione a cura di Gigliola Foschi e Andrea Dall’Asta SJ). Vai all’articolo

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