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In giro per il mondo, per immortalare il "volto dell'altro"

Dall’Italia fino in Vietnam e ritorno, un lungo viaggio via terra per raccontare a grandi e bambini, attraverso immagini, appunti e resoconti audio i volti delle persone e ridare un nome a tutta quell'umanità spesso dimenticata che vive ai margini delle nostre esistenze. E' l'idea da cui nasce “Il volto dell’altro” progetto fotografico di Matthias Canapini, giovane fotografo e scrittore fanese. Durante il percorso, iniziato il 10 giugno 2015, Canapini  attraversa i Balcani e l’Est Europa, raccontando Srebrenica e i ragazzi di strada a Bucarest nel cui sottosuolo, tra lo sporco ed il buio delle fogne, vivono bambini, uomini, donne e anziani. Poi l’Ucraina e le tristi storie degli sfollati che ogni giorno continuano a scappare dal Donbass. La Russia a bordo della Transiberiana, la Cina da nord a sud. Ad Hanoi in Vietnam, il fotografo raccoglie le testimonianze sugli effetti, tuttora ben visibili, dell’agente arancio, diossina altamente chimica lanciata dall'esercito statunitense durante il conflitto. In Cambogia incontra il dramma delle mine antiuomo; in Thailandia visita il Centro “fabbricazione protesi” vicino la città di Chang Mai, costruito per dar supporto alle migliaia di vittime lungo i confini del paese. Raggiunge, sempre via terra il Nepal, per proporre le storie del post terremoto. Nei suoi vagabondaggi Canapini ha potuto documentare tantissime realtà grazie anche all’appoggio di tante associazioni locali e internazionali incontrate durante il cammino: ActionAid, Parada Italia onlus, Aibi, le associazioni Apopo e Kharkiv Station. Vai all'articolo

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