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La vita nella giungla di Calais, il più grande campo informale d’Europa

Lo chiamano la jungle: da quindici anni quello di Calais, nel nord della Francia è il campo profughi informale più grande e longevo d’Europa. Periodicamente smantellato, rinasce sempre dalle sue ceneri. Nelle ultime settimane si è sfiorata la cifra record di diecimila persone. A nulla è servito lo smantellamento della parte sud del marzo scorso. Quasi tutti afgani, siriani, eritrei, etiopi e sudanesi, vivono nel campo in attesa di poter attraversare il tunnel della Manica. Per farlo si affidano ai trafficanti, oppure si nascondono sotto i camion in partenza verso l’Inghilterra. Intanto negli anni la giungla è diventata una città nella città. Ci sono piccoli negozi, ristoranti e forni artigianali dove si fa il khubz marcook, il pane arabo. Il viaggio per immagini nelle foto di Alberta Aureli. Vai al reportage.

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