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Quindici per cento, il ritratto della disabilità nel mondo

Un ritratto della disabilità nel mondo, un’archeologia visiva in volti e storie, per riflettere sulla condizione delle persone con problemi fisici e mentali, nei diversi continenti. E’ “quindici per cento” il lavoro del fotografo marchigiano Christian Tasso, che per tre anni ha viaggiato incontrando oltre duemila persone dall’Ecuador alla Cambogia, passando per la Romania, il Nepal e, naturalmente, l’Italia. Il nome fa riferimento alla percentuale di persone con disabilità nel mondo, come stimato dalla Banca Mondiale e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel rapporto mondiale sulla disabilità, pubblicato nel 2011. Quindicimila le foto realizzate, 1250 i rullini fotografici usati, per comporre un progetto artistico ambizioso: ribaltare il punto di vista sul tema per passare dalla malattia alla persona, senza perdere di vista l’estetica del racconto. Tutti i ritratti sono in bianco e nero, per esulare la narrazione dai riferimenti temporali e dare un taglio di universalità. Le pose sono invece pensate insieme al soggetto rappresentato, con lo scopo di mettere in risalto non la disabilità ma la bellezza di ciascuno. "Storicamente ci sono due modi per raccontare la disabilità: quello pietistico, che vede il disabile come una persona che necessita di aiuto, e quello sensazionalistico del supereroe, come nel caso degli atleti delle Paralimpiadi - sottolinea il fotografo -. Ma quando parliamo di persone con disabilità, parliamo di 1 miliardo di persone, ciascuna con una propria individualità, una storia intima e complessa, che le rende persone come tutte le altre e come nessun’altra" Vai all'articolo completo
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