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Dietro le sbarre dei Cie: parte il viaggio di ZaLab nell'Italia dei diritti violati

Durata: 6' 15''

Dietro le sbarre dei Cie: parte il viaggio di ZaLab nell'Italia dei diritti violati
Padri di famiglia, lavoratrici, ragazzi e ragazze nati in Italia. Al centro di identificazione e espulsione (Cie) di Roma ne arrivano ogni giorno. Non hanno commesso alcun reato, eppure rischiano di passare 18 mesi dietro le sbarre in attesa di essere espulsi. La loro detenzione è convalidata da un giudice di pace. In nome del popolo italiano. Basta un permesso di soggiorno scaduto. Lo dice la legge e questo basta a tranquillizzare l’opinione pubblica e a rimuovere il problema. I giornalisti Gabriele del Grande e Stefano Liberti sono andati a vedere. Ne è nato un documentario breve, un viaggio per immagini e storie nel Cie di Roma. Nella convinzione che "mostrare quei luoghi e ascoltare quelle voci significa rompere una definizione. E ribadire che nessun essere umano è illegale. Nemmeno quando lo dice una legge".
"In nome del popolo Italiano", presentato per la prima volta il 7 ottobre 2012 nell'ambito del Festival di Internazionale, è il primo di una serie di documentari brevi prodotti da ZaLab con il sostegno di Open Society Foundations sulle più gravi emergenze democratiche dell’Italia di oggi. Lo scopo dei documentari brevi è raccontare le molte violazioni di diritti fondamentali che attraversano il paese e raccogliere la voce di chi le vive sulla propria pelle, fuori dagli schemi e dalle semplificazioni giornalistiche. I documentari brevi di ZaLab nascono per la diffusione sul web e nell'ambito di campagne di sensibilizzazione e advocacy. Vai all'articolo
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