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“Las Patronas” di Veracruz , da 17 anni acqua e tacos ai migranti del "Treno della morte"

Durata: 3' 17''

“Las Patronas” di Veracruz , da 17 anni acqua e tacos ai migranti del "Treno della morte"
Dal 1995, le donne del villaggio messicano di Amatlán de los Reyes, a pochi chilometri da Cordoba (Veracruz), sono diventate la speranza dei migranti centroamericani che attraversano il paese per raggiungere gli Stati Uniti. Giorno dopo giorno, lungo i binari ferroviari, offrono gratuitamente cibo, acqua potabile e medicine, lanciando le  loro “borsillas” agli illegali aggrappati a La Bestia.  Il convoglio merci, conosciuto come il Treno della Morte, viene preso al volo ogni anno da centinaia di migliaia di persone, attratte dal sogno di una vita migliore. Per circa 4000 Km affrontano uno dei viaggi più pericolosi al mondo, partendo dalla frontiera col Guatemala fino al confine statunitense. Solo in pochi raggiungono la meta, scampati a inedia, disidratazione, incidenti responsabili di gravi mutilazioni, malattie, estorsioni e sequestri di massa operati dal sanguinario cartello di narcotrafficanti Los Zetas. L’opera delle donne, rende noto il quotidiano messicano la Jornada, non legate ad alcuna organizzazione umanitaria e ha ricevuto il 20 aprile 2013 a Cuernavaca (Morelos) il XXI Premio Nacional de Derechos Humanos "Don Sergio Méndez Arceo”. Il teaser “Llevate a mis amores” (Prenditi il mio amore), uno dei primi progetti in Messico a ricorrere al crowdfounding, si è trasformato in un piccolo caso. In pochi mesi, ha raccolto circa  114.000 pesos. “Il fenomeno  immigrazione ha subito un drastico incremento negli ultimi anni in Messico, colpendo direttamente Las Patronas, per la carenza di fornitura di provviste alimentari”, spiega il regista Arturo González Villaseñor . “Mostrare al mondo la loro solidarietà, che agisce quasi nel silenzio nel paese, potrà forse aumentare le donazioni di generi di prima necessità, utili allo svolgimento del loro impegno umanitario”.  
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