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God save the green, gli "orti nei sacchi" dello slum di Nairobi

Durata: 3' 4''

God save the green, gli "orti nei sacchi" dello slum di Nairobi
Molte persone, nel mondo, stanno cambiando la loro vita e i luoghi in cui vivono riportando le coltivazioni dove erano scomparse o proteggendo gli ultimi lembi di verde sopravvissuti nelle città. Nel film God Save The Green (Mammut Film Production, 2013), i due registi Michele Mellara e Alessandro Rossi hanno raccolto le loro storie e documentato come il verde urbano possa essere una risposta politica e culturale al declino e alle storture del modello consumistico post-industriale. Tra scintillanti grattacieli di cristallo, nelle periferie anonime, in baraccopoli fatiscenti, riemerge il bisogno e la necessità dell'uomo di lavorare la terra. L’orto si adatta alle nuove sfide imposte dagli spazi della città, colonizza luoghi insoliti. Esistono orti sui tetti dei palazzi, sui balconi, orti costruiti in verticale, ci sono recipienti di ogni tipo e di ogni forma possibile, che inaspettatamente contengono terra per coltivare. Il documentario si muove tra percorsi inconsueti: l'ultimo giardino in una delle periferie più affollate di Casablanca (Marocco); la coltivazione idroponica sperimentata da alcune donne di Teresina (Brasile); gli orti comunitari di Berlino; i giardini pensili di Berlino, Torino e Bologna, il Guerrilla gardening sempre a Berlino.
Il clip che proponiamo è stato invece girato nelle periferie di Nairobi, nello slum di Mathare. Qui gruppi di persone fanno crescere ortaggi all'interno di grandi sacchi, una specie di spinacio che viene prodotto con cadenza settimanale. Per alcuni, questo è l’unico modo per mangiare verdure.
Leggi l'intervista ai due autori.
Guarda tutti i video su http://godsavethegreen.it/.
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