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Bologna "sotto terra", le cantine di via Barbieri abitate da stranieri

Durata: 6' 50''

Bologna "sotto terra", le cantine di via Barbieri abitate da stranieri
Le cantine di via Barbieri a Bologna, non saranno più affittate come case agli immigrati. Dopo anni di battaglie giudiziarie, che hanno portato i proprietari Emanuele ed Elia Marzaduri a rivolgersi anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, i due immobiliaristi gettano la spugna e rinunciano ad affittare quegli spazi reinventati come monolocali a intere famiglie, spesso straniere: una cinquantina di spazi stretti, nei seminterrati di 5 palazzi in zona Bolognina, con bagni in comune e pochissima luce dalle “finestre” che si affacciano sulle grate sotto i marciapiedi. Ora in quelle cantine sono rimaste ancora una trentina di persone. Della vicenda, si era occupato nel 2011 anche il giornalista Lorenzo Maria Falco nel video “Sotto Terra”, realizzato per Citylab, progetto nato da un’’idea di Michela Monte e Anna Bressanin promosso dall'associazione Ilaria Alpi con la collaborazione di Agoravox e finanziato con il supporto del programma Europa per i cittadini – Education and Culture DG e il patrocinio di Fnsi e Odg Emilia-Romagna. Falco ha realizzato un vero e proprio viaggio negli scantinati condonati e riadattati come abitazioni per coloro che non potevano permettersi una casa vera. Il giornalista ha anche intervistato Elia Marzaduri che non ha esitato a definire quello che lui e il fratello facevano “un’opera meritoria come prima accoglienza per queste persone”. Nel video intervengono anche Claudio Mazzanti, ex presidente del Quartiere Navile, in cui le cantine si trovano, che invece che di opera meritoria parla di semplice “speculazione” e Fausto Francia dell’Ausl secondo cui “la situazione è inaccettabile dal punto di vista sanitario” ma, al momento con i Marzaduri forti della sentenza del Tar, “le armi che abbiamo sono spuntate”. Vai all'articolo
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