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"Firma per un amico": Ihar e i diritti negati dei gay bielorussi

Durata: 5'

"Firma per un amico": Ihar e i diritti negati dei gay bielorussi

Ihar Tsikhanyukan è gay dichiarato e attivista bielorusso per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti). A febbraio 2013, mentre era in ospedale è stato prelevato da due poliziotti in borghese che lo hanno poi picchiato, insultato e minacciato. L’incidente dell’ospedale è accaduto dopo che Ihar aveva cercato di registrare il Centro per i diritti umani Lambda, organizzazione che sostiene i diritti Lgbti. Nessuno è stato portato davanti alla giustizia. Anche per Ihar Amnesty International ha lanciato la maratona globale di raccolta firme Write for Rights.  “Immagina che un tuo amico venga imprigionato, che subisca violenza per aver fatto qualcosa di assolutamente comune, solo per aver preteso i suoi diritti. Cosa faresti per salvarlo?” È questo il messaggio che l’organizzazione porta nelle piazze italiane fino al 22 dicembre 2013 e sul sito www.firmaperunamico.it, invitando chiunque abbia a cuore i diritti umani a firmare gli appelli proprio come se lo si stesse facendo per un’amica imprigionata ingiustamente, per un amico gay o per un familiare ‘colpevole’ di aver espresso senza paura le proprie critiche al governo o la propria opinione. Vai all’articolo

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