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Agenti "reclusi", documentario racconta l'altra faccia dell'inferno carcere

Durata: 5' 05'

Agenti "reclusi", documentario racconta l'altra faccia dell'inferno carcere

Sono più di 100 il numero delle guardie carcerarie che dal 2000 ad oggi si sono tolte la vita. L'ultima vittima è un soprintendente penitenziario di 46 anni che si è sparato nel parcheggio della Casa circondariale di Novara. Agenti che, col tempo, finiscono loro stessi per sentirsi dei reclusi; come nel titolo di un incisivo documentario girato nel 2012 da Riccardo Di Grigoli. Il giornalista e collaboratore del gruppo Repubblica-L'Espresso, dopo aver visitato le case circondariali di Biella e Torino, oltre al carcere minorile torinese (il cosiddetto "Ferrante Aporti"), ha voluto chiamare il suo lavoro proprio con quell'amaro gioco di parole, "Agenti reclusi". "Come in molte carceri italiane - ricorda Di Grigoli, che con quell'inchiesta  vinse la prima edizione del premio giornalistico in memoria  di Giuseppe D'Avanzo  - al "Lorusso" di Torino il numero dei carcerati superava di molto la capienza della struttura. Questo comportava che spazi inizialmente progettati per una persona dovessero essere condivisi".  "Di qui, - conclude il giornalista - un cortocircuito difficile da fermare. Diminuendo la vivibilità delle carceri, peggiorano le condizioni psicofisiche dei detenuti;  ma a peggiorare sono anche le condizioni di lavoro degli agenti, che devono far fronte alle crescenti tensioni e al concreto  rischio rivolte; mettendo spesso a rischio la loro stessa incolumità". Vai all'articolo su Rs - Agenzia giornalistica.

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