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La sartoria del progetto Taivè, donne rom dalle baraccopoli al riscatto

Durata: 5' 26''

La sartoria del progetto Taivè, donne rom dalle baraccopoli al riscatto

“Taivè”  è una parola in lingua romanì che significa “filo”. Grazie a quel filo otto donne rom stanno riuscendo a riscattarsi dalla vita nelle baraccopoli di Milano e a guadagnarsi fiducia e autonomia. Il progetto Taivè è il ramo femminile di sartoria e stireria della più ampia Cooperativa sociale IES. Il progetto è nato grazie alla collaborazione con Caritas Ambrosiana e al rapporto che l'organizzazione, lavorando nei campi cittadini, aveva già instaurato con molte donne rom e con le loro famiglie.  Ad oggi, sono in otto a tagliare, cucire e stirare con un orario part time nel laboratorio di via Eugenio Carpi a Milano. Dal 2008, anno in cui il progetto ha preso il via, però, alle macchine da cucire di Taivè si sono sedute diciannove donne, dai 20 ai 50 anni, provenienti da Romania, Macedonia e Kosovo. Di queste, oltre alle otto lavoratrici attuali, due donne hanno trovato autonomamente lavoro dopo il periodo di formazione e altre sei, dopo essere state per un periodo con Taivè, sono passate ad altre occupazioni temporanee. Durante il convegno “Aspetti di genere del quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei rom”, organizzato dal Centro ambrosiano di solidarietà (Ceas) le donne di Taivè racconteranno la loro esperienza. Vai all'articolo

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