:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Redattore Sociale

Newsletter Newsletter Seguici su Facebook Twitter Google+ Rss

Video

Cerca
Cerca in tutto il sito in Video
Stampa Stampa

Gli invisibili di Selam, il “palazzo di vetro” dei rifugiati

Durata: 5'42''

Gli invisibili di Selam, il “palazzo di vetro” dei rifugiati

Un wc ogni 19 persone, 1 doccia ogni 33. A palazzo Selam, una struttura abbandonata e occupata a Sud di Roma, 1.200 migranti, per la maggior parte eritrei e titolari di protezione internazionale, vivono nella totale indifferenza delle istituzioni. Il 19 giugno 2014 le telecamere sono entrate nel “palazzo di vetro” nella periferia della capitale per raccontare le difficili condizioni di vita denunciate nel report “Palazzo Selam, la città invisibile” realizzato dall’associazione Cittadini del mondo, che dal 2006 ha attivato uno sportello sociosanitario all’interno del palazzo. Riprese discrete e limitate solo ad alcune aree della struttura per tutelare i rifugiati, ma che rendono l’idea della situazione di degrado di una struttura che comincia a mostrare tutti i segni della mancata manutenzione con 3 delle 6 colonne da cui filtra acqua nei piani inferiori già dal quinto piano causando corto circuiti, rigonfiamenti e la caduta di calcinacci. Nonostante gli spazi inadatti, continuano ad arrivare altri migranti. Sanno già della struttura prima di partire e chi arriva non viene mandato via. “Arrivano senza forze - racconta Donatella D’Angelo, tra gli autori del report e volontaria di Cittadini del mondo -. Disidratati, affamati, sporchi e disorientati. Non si possono ridurre le persone a questo punto”. A Selam, però, non si cerca solo una vita migliore. Si fanno anche grandi sogni, come quelli di uno dei rifugiati, portavoce degli abitanti della struttura, che racconta il suo. “Vedere l’Africa senza problema, con nessuno che deve lasciare la propria casa. L’altro sogno è quello che tutte le persone a cui mancano diritti, li devono trovare”. Il servizio a cura di Giovanni Augello.
Vai all'articolo

Stampa Stampa