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Gestire il potere nel non profit senza usare l’“altro” come sgabello

Durata: 10' 20''

Gestire il potere nel non profit senza usare l’“altro” come sgabello

Quando il volontariato si trasforma in impresa sociale, hai due scelte: o fai il “testimone”… o eserciti il potere. Ma nel secondo caso non devi mai perdere di vista la finalità della tua azione, applicare la kenosis e “svuotarti” per la felicità dell’altro, evitando invece che l’“altro” diventi lo sgabello su cui sali per elevare te stesso.
Rispondendo a Luca Rastello, autore del romanzo “I buoni”, e al ricercatore Renato Frisanco, don Vinicio Albanesi tocca in questo intervento i punti decisivi e spesso taciuti della quotidianità di chi gestisce una grande organizzazione non profit: dalle insidie della comunicazione all’“elemosina” che si annida nelle raccolte fondi, dalla “professionalità” al trattamento dei dipendenti, dalla pietas alle trattative con le autorità per evitare l’abbassamento della qualità nell’assistenza ai più deboli.
Il video è un estratto del suo intervento durante il seminario per i giornalisti “Miseria e nobiltà”, organizzato da Redattore Sociale il 17 giugno 2014 a Roma.

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