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La mia casa è "Roma Termini": quattro invisibili si raccontano

Durata: 1'26''

La mia casa è "Roma Termini": quattro invisibili si raccontano
“Roma Termini”, primo lungometraggio di Bartolomeo Pampaloni, presentato al Festival Internazionale del cinema di Roma nel mese di ottobre 2014, è la storia di quattro uomini senza dimora che si svelano poco a poco sullo sfondo impersonale della stazione ferroviaria della capitale, principale stazione d’Italia, seconda d’Europa. Tra la gente che viaggia, nascosto tra la folla, vive un gruppo di uomini e donne per i quali la stazione non è un punto di passaggio, ma un luogo di vita dove cercare da mangiare, ripararsi, chiedere l’elemosina, barattare, nascondersi o dormire, quando si può. La stazione si rivela così come un’immensa anonima abitazione che ospita queste persone e le aiuta a trovare un modo per sopravvivere senza niente. 
L’esordiente regista Bartolomeo Pampaloni è nato a Firenze nel 1982 da genitori lucchesi, si è laureato in Filosofia. Si è formato come regista a Parigi, dove frequenta il corso di cinema all’Université Paris 8-St. Denis. Qui ha realizzato i suoi primi cortometraggi e lavorato su diversi set come videoassistant. Rientrato in Italia, è stato ammesso al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove ha frequentato il corso di regia e lavora come assistente di Paolo Virzì nello spettacolo “Se non ci sono altre domande”. Attualmente è tornato a vivere a Parigi. Hanno collaborato alla realizzazione del film anche Antonio Allegra, Gianluca Masala, Stefano Pili, Angelo Scarpa e gli altri abitanti della Stazione Termini. Vai all'articolo.
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