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Melilla, frontiera della vergogna dove il Marocco "fa il lavoro sporco dell'Ue"

Durata: 16'

Melilla, frontiera della vergogna dove il Marocco "fa il lavoro sporco dell'Ue"

Melilla, insieme a Ceuta, è l’unica frontiera di terra che separa l’Europa dall’Africa. A dividere questa enclave spagnola dal Marocco ci sono 3 barriere lunghe 12 km e alte 9 metri, che quasi ogni giorno vengono prese d’assalto da centinaia di migranti che fuggono da guerre e povertà. Quando tentano il salto i migranti si trovano davanti la guardia civil spagnola che li riconsegna alla polizia marocchina, violando le leggi internazionale sul diritto di asilo. Il reportage “Melilla, la frontiera della vergogna” documenta la connivenza tra autorità spagnole e marocchine sul tema dei respingimenti illegali. L’opera, realizzata da Francesca Nava e trasmessa sul programma de LA7 Piazza Pulita, ha vinto la categoria “Corti della realtà” nella nona edizione del premio L’anello debole. La premiazione si è tenuta il 27 giugno 2015 presso la Comunità di Capodarco di Fermo. Gli altri vincitori sono stati: Bastione M di Andrea Cocco, Marzia Coronati e Marco Stefanelli (Audio cortometraggi); L’impresa di Davide Labanti (Corti di fiction); Shame and glasses di Alessandro Riconda (Cortissimi). Il premio alla miglior campagna sociale è andato a Dear future mom di Luca Lucini per Coor Down onlus, mentre si è aggiudicato il premio Ecopneus per il miglior video sull’ambiente Puliamo il mondo di Andrea Tubili. 

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