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"A testa alta", tenacia e passione di giudici minorili e assistenti sociali

Durata: 1' 47''

"A testa alta", tenacia e passione di giudici minorili e assistenti sociali

Si potrebbe definire un film sulla “ostinazione riabilitativa e rieducativa”, sulla tenacia di quelle figure “istituzionali, normalmente rappresentate come fallimentari, se non dannose, che ruotano intorno ai cosiddetti “minori problematici”: giudici, educatori e assistenti sociali. Il film “A testa alta”, di Emmanuelle Bercot (produzione Les films du Kiosque, distribuzione Officine Ubu), la pellicola francese che ha aperto l’ultima edizione del festival di Cannes e che il 19 novembre 2015 uscirà nelle sale, supera il luogo comune e offre un ritratto insolito di queste istituzioni: ciascuno fa il proprio lavoro con devozione, lasciando che il proprio compito nei confronti di Malony, il tipico “delinquente”, passi attraverso la fatica, la paura, la frustrazione, il rischio di sbagliare. “Non so più cosa fare” è una frase che ritorna, pronunciata ora dall’educatore di turno, ora dalla stessa giudice, ma non è rassegnazione: piuttosto, è il continuo interrogarsi su ciò che si sta facendo e domandarsi se non ci siano strade migliori. Vai all’articolo.

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