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Stefania, socialmente pericolosa: il centro antagonista ''Newroz'' lancia un appello alla mobilitazione

03 luglio 2003

PISA - La Questura di Pisa intima a un'attivista del centro antagonista pisano "Newroz" di "cambiare condotta entro 60 giorni": pena misure restrittive della libertà personale. Il centro "Newroz" lancia un appello al movimento per mobilitarsi contro l'atto della Questura di Pisa.
Il 23 giugno è stato consegnato a "Stefania", una ragazza dello spazio antagonista Newroz di Pisa, un avviso della Questura pisana che le intimava di "cambiare condotta" entro 60 giorni, pena l'irrogazione di una delle misure restrittive previste dagli articoli 1-3-4 della legge 1423/56. La pericolosità sociale di Stefania, secondo la Questura, è data dall'essere parte attiva del movimento che si è opposto alla guerra, che ha reclamato i valori della giustizia e della solidarietà, che ha voluto e vuole pensare e agire che sia possibile un altro mondo attraverso le diverse manifestazioni tenutesi nei mesi scorsi anche a Pisa.
Il provvedimento, che secondo una legge di cinquanta anni fa, prevede restrizioni per i soggetti che "attentano alla sicurezza e alla moralità pubblica", da' di fatto origine ad una limitazione dei diritti civili e delle libertà personali , impedendo la libera circolazione del soggetto sottoposto a tali restrizioni e l'impedimento di frequentare i luoghi di socializzazione abituali. Stefania risulta incesurata, dicono dal "Newroz". "L'attacco a Stefania è un attacco a tutto il movimento" si legge in un comunicato diffuso dal centro di Pisa che afferma inoltre che secondo la Questura Stefania "si accompagna assiduamente con persone con spiccata propensione a delinquere". Dal Newroz continuano: "Stiamo assistendo ad una stretta repressiva inaudita, si respira un clima dittatoriale ed intimidatorio, che lascia impunito l'assassinio di Carlo Giuliani, e cala il silenzio sulle violenze delle forze dell'ordine a Napoli e a Genova, che regala l'immunità alle principali cariche dello Stato, e criminalizza il dissenso di chi, alla luce del sole, esprime e raccoglie il malessere sociale generato da questo sistema".

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