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Frodi, inefficienza, clientelismo. L'Aids Council del Kenya è nella bufera; e i fondi stranieri per cura e prevenzione restano bloccati

10 settembre 2003

In esclusiva da AfricaNews
NAIROBI - Il National Aids Control Council (Nacc) – l’organismo nazionale per il controllo delle attività riguardanti la malattia – è stato coinvolto nelle controversie fin dalla sua istituzione. E queste controversie continuano a imperversare anche in un tempo in cui la pandemia sta decimando un’intera popolazione di Keniani nel fiore della loro vita e lasciando dietro di sé migliaia di sventurati orfani.
Costituito nel dicembre 1999 sotto lo State Corporations Act, con il mandato di guidare gli sforzi per la prevenzione e il controllo della pandemia di Hiv-Aids, l’attività di coordinamento del Nacc deve ancora produrre un effetto decisivo nella diminuzione dell’impatto socio-economico della malattia, la cui dichiarazione di disastro nazionale portò alla sua creazione nel ’99.
In Kenya è stato diagnosticato il primo caso di Aids nel 1984. Da allora, 2,2 milioni di persone si sono infettate con l’Hiv, il virus che causa la malattia, mentre 1,5 milioni di persone sono già morte sotto questo flagello, lasciano 1,2 milioni di orfani.
Subito dopo il suo insediamento, l’Aids Council è stato circondato da un’atmosfera di sospetto da tutte le parti. E questi timori non erano infondati. La dr.ssa Margaret Gachara, l’ex direttrice del Council, che è stata licenziata con accuse di frode, disse: “Per qualche strana ragione, ci troviamo di fronte a un aperta ostilità sia da parte di ministri che ong, che ci vedono come loro controllori, mentre abbiamo solo un ruolo di coordinamento”.
I sospetti scaturiscono dal fatto che i precedenti programmi governativi per il controllo dell’Aids sono stati attuati dal ministero della salute mentre il Nacc venne costituito e continua a svolgere le sue attività per conto dell’ufficio del Presidente.
Gachara è stata licenziata il mese scorso, quando in seguito a un rapporto di una commissione governativa di controllo – l’Efficiency Monitoring Unit – si è scoperto che essa aveva gonfiato il suo compenso con il pretesto di dover guadagnare la stessa somma del suo precedente impiego. Percepiva quindi dal Nacc 2 milioni di Kes (25.000 euro), equivalente al salario del capo dello Stato. Ma una lettera del suo precedente datore di lavoro – la John Snow Incorporated, una organizzazione caritativa con sede negli Usa – ha rivelato che il suo stipendio era di 200mila Kes (2.500 euro).
Per alcuni, mettere il Nacc sotto l’autorità dell’ufficio del Presidente fu uno stratagemma per avere accesso ai fondi dei donatori, che sono in effetti arrivati alla spicciolata fin dalla nascita dell’organismo. Per giustificare le operazioni sotto l’ufficio del Presidente, la dr.ssa Gachara ha detto: “L’Aids è un disastro nazionale e solo questo ufficio può gestire un tale disastro”. Anche il ministro dell’ufficio del Presidente, dr. Chris Murungaru, della cui agenda fa parte anche l’Aids, sostiene che l’Aids è una questione multi-settoriale che attraversa tutti i ministeri, e quindi solo l’ufficio del Presidente può gestirlo con efficacia.
Nonostante queste argomentazioni, ciò che è emerso chiaramente è stata una confusione infinita, con i ministri della salute e quelli dell’ufficio del Presidente addetti alla sicurezza interna che emettevano dichiarazioni sull’Aids in contraddizione tra loro. Questa spiacevole situazione è venuta alla luce nel 2001, al culmine di una vivace campagna in favore della versione economica dei farmaci Antiretrovirali (Arvs), quando il ministro della salute pubblica, prof. Sam Ongeri e la sua controparte dell’ufficio del Presidente Marsden Madoka hanno reso note pubblicamente le loro differenti opinioni sull’argomento.
La guerra delle parole tra i due ministri è emersa nuovamente all’inizio di quest’anno quan

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