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Nuovi schiavi. Esplode in Ghana il fenomeno dei bambini dati in ''adozione'' o ''affidamento'' a trafficanti in cambio di una modesta somma

19 settembre 2003

in esclusiva da AfricaNews/1
ACCRA - NON è strano vedere bambini vestiti di stracci nei tro-tro, gli autobus locali, che gridano disperatamente per attirare i passeggeri. A causa della povertà, questi ragazzini hanno abbandonato la scuola e lavorano per se stessi e per le loro famiglie fin da piccolissimi.
Ovunque, bambini di circa sei anni portano la loro mercanzia davanti a potenziali clienti. Vendono di tutto, dalla frutta, all’acqua ghiacciata, a vestiti usati, a guinzagli per cani. Altri fanno da assistenti a poveri e mendicanti che affollano le principali vie delle città. In pratica, il lavoro minorile è diffuso ovunque, e ragazzini in età scolare spesso fanno umili lavori nei mercati, fungono da assistenti a qualche loro parente un po’ più fortunato, o aiutano sconosciuti.
Gli affidamenti e le adozioni informali di bambini sono molto diffusi in Ghana. La maggior parte di questi bambini, in prevalenza femmine, deve lavorare tutto il giorno. Non hanno praticamente tempo per giocare o interagire con gli alti bambini. Non ricevono alcuna educazione e spesso soffrono la fame, anche se sono loro stessi a preparare i pasti. Vengono spesso abusati, e soffrono di traumi emotivi e psicologici.
Le statistiche sono difficili da fare a causa della natura informale di queste attività, ma è evidente che il lavoro minorile è più diffuso oggi che nel passato. E non è difficile trovarne le cause. La situazione economica del paese ha fatto sì che molti genitori spingessero i loro figli in situazioni difficilmente giustificabili. Alcuni genitori, soprattutto quelli delle zone rurali, praticamente danno i loro figli ai trafficanti di bambini perché difficilmente hanno abbastanza da mangiare e pensano che i loro figli potrebbero star meglio da qualsiasi altra parte. I trafficanti pagano ai genitori una modesta somma con la promessa che i loro figli saranno benestanti al loro ritorno. I bambini sono poi portati in varie parti del paese dove lavorano in condizioni estreme.
“Questi sono tempi preoccupanti per gli abitanti del Ghana, perché il paese è diventato sia la fonte che la destinazione di bambini nelle mani dei trafficanti. I bambini vengono prelevati e portati in Costa d’avorio, in Togo, e in Nigeria e utilizzati per la servitù domestica, per il lavoro nei campi, per la pesca e per la prostituzione. I bambini prelevati dal Burkina Faso transitano per il Ghana verso la Costa d’Avorio”, ha detto Elsie Johnson, un’assistente sociale. Nonostante il Ghana abbia firmato la Convenzione dei Diritti del Bambino (CRC) delle Nazioni Unite (UN) e la Carta Africana dei Diritti e della Sicurezza del Bambino (ACRWC), i bambini sono soggetti a molte forme di abuso.
Oggi numerose comunità di pescatori lungo la costa e nelle isole del lago Volta impiegano centinaia di bambini in condizioni di schiavitù. L’Organizzazione internazionale dell’Immigrazione (IOM) si è interessata a questo problema e sta attuando un programma per assistere e far ritornare a casa più di 1.200 bambini coinvolti nel traffico e obbligati a lavorare.
Come parte del progetto, che si sta attuando con l’aiuto delle autorità del Ghana, dell’Organizzazione Internazionale del lavoro (IOL), del Servizio di Aiuto Cattolico (CRS) e dell’NGO locale, la IOM sta offrendo equipaggiamento e corsi professionali ai pescatori che in cambio lasciano che i bambini ritornino alle loro famiglie in sicurezza.
Le vittime, in prevalenza ragazzi tra i 5 ed i 15 anni, sono obbligati a lavorare dall’alba al tramonto gettando e tirando reti. Vivono separatamente in capanne sporche e affollate. Sono denutriti e soffrono di abusi fisici. Come parte del progetto, la IOM permette ai bambini di ritornare a scuola e di ottenere un’educazione in materie per cui hanno una vocazione, fornendo programmi realizzati insieme ai alle associazioni amiche. Jean-Philippe Chauzy, un portavoc

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