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Nuovi schiavi. Il governo del Ghana in difficoltà: mancano leggi per punire i trafficanti di bambini

19 settembre 2003

in esclusiva da AfricaNews/2
ACCRA - Da quando si è reso conto delle dimensioni del fenomeno del traffico infantile nel paese, il governo ha cercato di combattere questa tendenza. Il vice presidente Aliu Mahama dice che “questa grossa ed abominevole violazione dei diritti umani è inaccettabile, e ci ricorda l’orribile traffico di schiavi infiltratosi nelle fabbriche del paese”. “Il governo si impegna a fronteggiare il problema utilizzando sia la strategia di rieducare i poveri, che quella di concedere fondi a donne in difficoltà che in questo modo possono prendersi cura di se stesse e dei loro bambini”, ha dichiarato.
Ma l’enorme sforzo del governo nella lotta contro i trafficanti di bambini è spesso reso vano dalla mancanza di leggi contro i trafficanti stessi. Come risultato, i responsabili di questi crimini orrendi non possono essere perseguiti, e la loro cattura non può servire da deterrente per altri. La mancanza di leggi ha anche fatto sì che molti trafficanti non fossero puniti. Succede spesso che siano i genitori a lasciar i bambini nelle mani dei trafficanti. La polizia ha cercato si fronteggiare queste situazioni usando altre legislature riguardanti il sequestro di bambini per perseguire i trafficanti, ma in alcuni casi la corte ha dovuto abbandonare questi casi.
Il Codice Criminale del paese non ha una definizione del traffico di bambini. Il Ministro per la Salute della Donna e del Bambino, Gladys Asmah, dice di aver evidenziato la situazione al Dipartimento Generale degli Avvocati. Wilbert Tengey, il Direttore esecutivo del Centro Africano per lo Sviluppo Umano (una ong) sostiene che il paese abbia dato per scontato il traffico dei bambini troppo a lungo.
Il Ghana ha assunto una posizione chiara a favore dei diritti dei bambini, ma è incapace di garantirli e salvaguardarli. Il paese fu il primo ad approvare la convenzione CRC. Ed ha anche approvato sia la Convenzione ILO 182 sulle peggiori forme del lavoro minorile, sia la Convenzione 183 sull’età minima per lavorare. L’età minima per lavorare in Ghana è di 15 anni, che diventa di 18 per lavori pericolosi. Il governo si è anche impegnato a migliorare l’educazione di base, soprattutto per le bambine. Il Ministero per la salute della Donna e del Bambino è sorto quando ad altri quattro ministri e a due deputati sono state date le responsabilità di dirigere il Ministero dell’Educazione, dei Giovani e dello Sport.
Ma nonostante tutti questi sforzi apprezzabili, c’è ancora molto da fare, ammette Angela Ofori-Atta, vice ministro per l’Occupazione e lo Sviluppo del Lavoro: “Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per fermare il traffico di bambini perché quelli fatti finora non hanno raggiunto l’obbiettivo a sufficienza”, ha detto.
Forse il governo deve imporre i suoi interventi in modo che la lotta per il diritto del bambino coinvolga l’intera società, specialmente nelle zone rurali dove è fortemente violato. Inoltre è necessario che si intervenga per rendere nota la condizione di povertà delle donne e dei bambini in modo da incoraggiare la nascita di consultori e di centri per l’assistenza dei minori. Questo è ciò che il Ghana dovrebbe realizzare se fosse veramente intenzionata a combattere contro il fenomeno in crescita della violazione dei diritti del bambino. (Traduzione di Laura Burattini)

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