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La magistratura keniana malata di corruzione. Il rapporto del Comitato per l'integrità e anti-corruzione

12 gennaio 2004

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI - Il sistema giudiziario keniano è malato di corruzione. Almeno sei dei nove giudici della Corte d’Appello, infatti, sono corrotti, al pari di 18 dei 36 giudici della Corte Suprema. Ai livelli più bassi della gerarchia, 82 dei 254 magistrati sono corrotti, così come 43 dei 2910 ufficiali paralegali. Queste scioccanti rivelazioni sono contenute in un rapporto presentato di recente al Chief Justice Evan Gicheru, dal Comitato per l’integrità e anti-corruzione, presieduto da Aaron Ringera, giudice della Corte Suprema ed ex direttore dell’Authority nazionale contro la corruzione.
Il Comitato, promosso da Gicheru, ha ricevuto il mandato di investigare e fare rapporto, tra le altre questioni, sulla natura e le forme di corruzione nella magistratura, sulle sue cause e sul suo impatto sui processi. Il rapporto è stato reso pubblico nello stesso periodo in cui Transparency International, un’organizzazione che vigila sui fenomeni di corruzione, ha classificato il Kenya all’undicesimo posto tra i paesi più corrotti del mondo. Secondo la schiacciante relazione del Comitato, la corruzione include la richiesta di bustarelle, favori sessuali, trasporti e soggiorni gratuiti, in cambio di sentenze favorevoli. Lo scenario descritto nel rapporto comprende, inoltre, episodi di contabilità fraudolenta, la falsificazione di ricevute ufficiali e il furto di reperti giudiziari.
“Consegnandole questo rapporto, abbiamo il timore di presentarle un drago, che è destinato a sbuffare, saltare, scalciare e perfino ad attaccare, perché la corruzione torna sempre all’attacco. Sua Eccellenza non avrà altra scelta che prenderla per le corna e ucciderla – ha spiegato Ringera il giorno della presentazione della relazione del Comitato a Gicheru – Gli occhi dei cittadini kenioti sono puntati su di lei, e anche gli occhi delle rane saranno su di lei. Ma siamo assolutamente convinti che Sua Eccellenza, considerato lo spirito audace e collaudato che la contraddistingue, non esiterà a prendere i provvedimenti necessari, perché ciò è nell’interesse del sistema giudiziario di questo paese e del popolo del Kenya nel suo insieme”. Dal canto suo Gicheru ha replicato sottolineando che “questa è una battaglia che combatteremo senza guardare indietro. Attaccheremo questa bestia e la metteremo al tappeto”.
Il “Rapporto sull’integrità e la corruzione nella magistratura” è stato pubblicato in due parti. La prima descrive nei dettagli la portata della corruzione, le sue cause e le modalità in cui dovrebbe essere combattuta. La seconda parte contiene una “lista della vergogna”, e presenta anche delle prove a carico delle persone accusate. Secondo quando affermato nel rapporto, un giudice della Corte d’Appello è stato ripreso con una telecamera mentre prendeva una bustarella. La videocassetta fa parte delle prove raccolte. Il documento sottolinea anche che l’abuso d’ufficio è dilagante, a partire dalla manipolazione delle prove e dalla concessione delle promozioni sulla base delle raccomandazioni piuttosto che del merito.
Il rapporto ha registrato almeno 22 cause all’origine della corruzione, tra cui le precarie condizioni di servizio, l’avidità, i ritardi nelle audizioni dei casi e nell’emissione delle sentenze, l’ignoranza dei cittadini rispetto ai propri diritti, e l’ampia discrezionalità di cui gode la magistratura nel gestire e nel dirimere i vari casi di cui si occupa. Il rapporto, che costituisce una seria accusa al sistema giudiziario, cita anche alcuni segni rivelatori della corruzione. Per esempio, il fatto che ufficiali giudiziari vivano ben oltre le proprie possibilità economiche, si comportino in modo scorretto, frequentando al di fuori del tribunale persone che sono parte in causa nei processi e loro amici, o ricevano visite nei propri uffici, in particolare il mattino presto o in tarda serata, quando i locali del tribunale sono deserti. I segni di questo tipo citati dal rapporto comprendono a

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